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			<title>Monaco-Juventus &#8217;98, super Peruzzi e Juve in finale</title>
			<link>https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/monaco-juventus-1998-peruzzi-juve-finale</link>
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			<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 09:33:17 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/04/delpiero-monaco-juventus-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Il precedente Monaco-Juventus nella Champions League del 1998</h2>
<p>Arrivare allo Stade Louis II con un 4-1 è ben altra cosa dell’1-0 maturato la scorsa settimana allo Juventus Stadium. Non solo per l’ovvia differenza di punteggio e delle garanzie che questo comporta. <a href='http://website.outreachtrackings.com/hqio6nbt9/'>رهانات المباريات</a>  E’ che segnare 4 gol all’andata, come successe nel <strong>1998,</strong> è un segno di straordinaria forza e competitività. A maggior ragione se nel turno precedente lo stesso punteggio lo si è andato a conquistare sul campo della <strong>Dinamo Kiev</strong> del colonnello <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" title="Lobanovsky: il calcio scientifico del colonnello" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio/lobanovsky-calcio-scientifico-colonnello" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lobanovsky</strong></a></span>, un tipo che generalmente non ti permette simili passeggiate in casa sua.</p>
<p>Ma anche quel <strong>Monaco</strong> non è lo stesso di oggi. Anzi, i tifosi monegaschi si augurano che dal bel gruppo di giovanotti odierni (<strong>Martial</strong> su tutti, ma anche quello straordinario cursore di centrocampo che è già <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Geoffrey Kondogbia, the dark side of Paul Pogba" href="https://www.sportreview.it/calcio-oggi/geoffrey-kondogbia-dark-side-of-pogba" target="_blank" rel="noopener">Kondogbia</a></strong></span>) possa nascere qualcuno in grado di riprodurre la carriera di due giovani promesse dell’epoca: <strong>Thierry Henry</strong> e <strong>David Trezeguet</strong>. Due che proprio a Torino trascorreranno avventure totalmente diverse e che anche in quella serata vissero una partita di carattere diverso. <a href='https://testing.berkos.co/77682798/'>الرهان في سباق الخيل</a>  A brillate maggiormente fu la futura stella dell’<strong>Arsenal</strong>, capace anche di segnare un gol. Il bomber che ha invece caratterizzato un’epoca alla <strong>Juventus</strong> non fece abbastanza per farsi notare. E in tutta onestà, anche nel <strong>Mondiale</strong> che si disputò in terra di Francia pochi mesi dopo, né l’uno né l’altro fecero intuire quel che sarebbero diventati.</p>
<p>4-1, dicevamo. Ce n’è quanto basta per trascorrere un mercoledì tranquillo e magari volgere già qualche pensiero alla finale, persa poi con il <strong>Real Madrid</strong>. E invece no, la gara è vivace e non basta neanche la rete in apertura di <strong>Amoruso</strong> per spegnere gli ardori dei ragazzi guidati da <strong>Tigana, </strong>uno che ha giocato tanto e bene in nazionale con <strong>Platini:</strong> gli incroci franco-juventini si sprecano da qualsiasi parte li si guardi. L’1-1 di <strong>Leonard</strong>, il 2-1 di <strong>Henry</strong> e per pareggiare i conti ci vuole una prodezza al volo di <strong>Del Piero</strong> servito da <strong>Torricelli</strong>, roba da incubo tenendo conto della tripletta rifilata all’andata. La rete finale di <strong>Spehar</strong> regala al <strong>Monaco</strong> la soddisfazione del successo. Ma ancor più rimarchevole a favore dei francesi è la considerazione dei tanti <strong>interventi ai confini del miracoloso ad opera di Peruzzi</strong>, decisivi e sparsi tra il primo e secondo tempo.</p>
<p>Colui che però ricorda sicuramente meglio la partita è <strong>Pippo Inzaghi</strong>. <strong>Colpito duro da Diawara, che gli spacca il labbro</strong>. I segni dell’attuale allenatore del Milan li porta ancora addosso. <a href='https://cryptocourse.qrexs.com/qfgggpq76mj/'>مواقع المراهنات العالمية</a>  Esce in barella dopo appena 5 minuti e non vive sul campo l’impresa dei compagni, bensì sul lettino dell’infermeria. La Juve, però, non fa una piega. Va in rete proprio con il subentrante <strong>Amoruso</strong>. Chissà se dopo tanti anni assisteremo ancora a una partita di scontri dopo il rigore contestato e discusso dell’andata. I giocatori in grado di accenderla sul piano fisico non mancano, da una parte e dall’altra. Ma forse non c’è neanche uno come <strong>Inzaghi</strong>, che è meglio “far fuori” per evitare che ti condanni in qualche maniera delle sue.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/monaco-juventus-1998-peruzzi-juve-finale">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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			<title>Cruijff, le 5 Frasi più Famose e gol da antologia</title>
			<link>https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/cruijff-frasi-famose-gol-da-antologia</link>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 14:42:30 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2013/11/cruijff-696x385.jpg" /> <br /> <h2 style="text-align: justify;">Cruijff, detto Johan e spesso scritto <i>Cruyff</i> al di fuori dei Paesi Bassi, nato ad Amsterdam il 25 aprile 1947, è stato l&#8217;interprete più emblematico del calcio totale con cui l&#8217;Ajax e l&#8217;Olanda di Rinus Michels rivoluzionano la storia del calcio tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà dei settanta</h2>
<p style="text-align: justify;">Soprannominato il <em>“profeta del gol”</em> <strong>Cruijff</strong> vince per tre volte il <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Johan Cruijff, l’incarnazione del calcio totale – Pallone d’Oro 1971/73/74" href="https://www.sportreview.it/calcio/johan-cruijff-incarnazione-calcio-totale" target="_blank" rel="noopener">Pallone d’oro</a></strong></span>: nel 1971, nel 1973 e nel 1974. Fra Nazionale e squadre di club realizza 377 reti in 612 partite. <a href='https://yosher.cc/17136475/'>لعبة روليت مجاني</a>  Ambidestro, potente ma allo stesso tempo elegante, è stato uno dei primi centroavanti di manovra. Non si limita quindi a segnare ma è sempre al servizio della squadra. Svaria sulle fasce, retrocede a prendersi i palloni da smistare ai compagni ed è anche un perfetto uomo assist. Dopo di lui il ruolo dell’attaccante non è più lo stesso, tanto che ancora oggi ad un centravanti si chiede di fare proprio quello che Johan faceva nei primissimi anni settanta.Oltre alla sua invidiabile tecnica, <strong>Cruijff</strong> è anche estremamente veloce, le sue accelerazioni rappresentano un autentico incubo per i mediani o i difensori che devono marcarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cresce nelle giovanili dell’<span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Ajax" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amsterdamsche_Football_Club_Ajax" target="_blank" rel="noopener">Ajax</a></strong></span>, con la quale vince sei scudetti, quattro coppe d’Olanda, 3 Coppe dei Campioni consecutive e una Coppa Intercontinentale<i>.</i> In quegli anni l’Ajax domina totalmente il calcio europeo, così come dimostrerà la nazionale olandese sconfitta nella finale del 1974 dalla Germania Ovest padrona di casa, al termine di un trofeo però nel quale gli orange hanno espresso il calcio più bello e dinamico. <a href='https://www.valestrandul.no/foc36uv/'>bet365 arabic</a> </p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1974, pur conducendo la propria nazionale in finale, <strong>Cruijff</strong> ha già lasciato il paese d’origine e l’Ajax per trasferirsi al <strong>Barcellona</strong>. È la stagione 1973/74: il Barcellona non vince la Liga da 14 anni e l’inizio di stagione, senza <strong>Cruijff</strong> lontano dal campo per problemi legati alla definizione del contratto, non lascia sperare nulla di buono. Il debutto dell’olandese a suon di gol, capovolgeranno al situazione. <a href='https://stonecrestvenue.com/39711722/'>كيف تلعب القمار</a> </p>
<p style="text-align: justify;">Con il <strong>numero 9</strong> sulle spalle (al posto del 14 sempre usato con l’Ajax), il profeta del gol incanta le platee di Spagna segnando gol a raffica ed esibendosi in colpi da maestro. A fine stagione il Barcellona sarà primo. Dopo un paio d’anni tormenti a Barcellona, a soli 31 anni <strong>Cruijff</strong> annuncia che si ritirerà dal mondo del calcio. In realtà tornerà ben presto: due anni negli <strong>Stati Uniti</strong>, uno di nuovo in Spagna con il <strong>Levante</strong> e poi il ritorno in patria. Prima con l’Ajax con la quale vince ancora due scudetti e una coppa d’Olanda e poi con il <strong>Feyenoord</strong>, nel quale gioca nel ruolo di libero e rivince lo scudetto e la coppa d’Olanda. Finita definitivamente la carriera fa l’<strong>allenatore</strong>: anche in questo caso Ajax e Barcellona sono le sue due squadre. Con i blaugrana nel 1990 vince la Coppa Campioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
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			<title>I calciatori più forti del mondo: la TOP 10</title>
			<link>https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/i-calciatori-piu-forti-del-mondo-classifica-top-10</link>
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			<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 11:09:39 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/calciatori-più-forti-del-mondo-696x385.jpg" /> <br /> <h2>La classifica di tutti i tempi: i calciatori più forti del mondo, giocatori indimenticabili che hanno scritto pagine memorabili della storia del calcio</h2>
<p>Quando pensiamo ai <strong>calciatori più forti del mondo</strong> ci vengono subito in mente i Palloni d&#8217;Oro, i grandi numeri 10, bomber e cannonieri idoli di intere generazioni di tifosi che hanno scritto pagine memorabili della storia del calcio. Ognuno di noi ha il suo idolo calcistico, il suo giocatore punto di riferimento a cui paragona tutti gli altri. E&#8217; inevitabile. Ma è anche inevitabile lo scontro di opinioni quando tra amici si discute se<strong> il giocatore più forte del mondo </strong>sia stato<strong> Maradona o Pelè,</strong> <strong>Cruijff o Van Basten, Platini o Zidane</strong> e così via. Ancora più difficile diventa poi la scelta tra due calciatori di diverse ere calcistiche. Un&#8217;ipotetica sfida tra il contemporaneo Lionel Messi con Diego Armando Maradona ha tutte le carte per diventare un caso difficile se non impossibile da risolvere. Degno di discussione infinite che potrebbero finire all&#8217;alba senza alcun tipo di compromesso. La prima annotazione che viene da fare è che i due hanno giocato in condizioni ben diverse, che il <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio" target="_blank">calcio</a> </strong></span>di Maradona è impossibile da paragonare a quello di Messi, che i due numeri 10 argentini hanno stili diversi, dentro e fuori dal campo.</p>
<p>L&#8217;ambizione di scrivere una <strong>classifica con i calciatori più forti del mondo</strong> è dunque un&#8217;impresa ardua, considerando i diversi contesti temporali e geografici. Eliminiamo così il fattore tempo ed esaminiamo solo quelli che hanno già terminato la loro carriera. Diventano comunque necessari alcuni metri di giudizio. Domande semplici ma che ci aiutano ad essere (forse) più obiettivi possibili. Qual&#8217;era l&#8217;effettiva grandezza del loro talento? Quanto hanno vinto? Quanto è durata la loro carriera? Hanno giocato in campionati dove era più facile vincere? Il loro comportamento è stato esemplare?</p>
<p>Immaginiamo un album di figurine con i calciatori più forti del mondo di sempre. Quali preziosi cimeli vorreste avere nel vostro prezioso album? Noi ne abbiamo trovati 10.</p>
<h3>Ecco i calciatori più forti del mondo:</h3>
<h3>10 &#8211; Roberto Baggio (Italia)</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12705 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/roberto-baggio.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo Baggio" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/roberto-baggio.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/roberto-baggio-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/roberto-baggio-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/roberto-baggio-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Probabilmente il miglior giocatore italiano di sempre. Doveva smettere di giocare per dei problemi al ginocchio ma la sua forza di volontà e la grande tenacia fecero sì che continuò il suo percorso calcistico fino ad arrivare a vincere il prezioso <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/roberto-baggio" target="_blank">titolo di Pallone d&#8217;Oro</a></strong></span>. La carriera del <em>Divin Codino</em> fu comunque condizionata dagli infortuni. Ha vinto poco e solamente in squadre di club, nella Juventus precisamente. <strong>La platea internazionale lo ha apprezzato in occasione dei tre Mondiali</strong> ai quali ha partecipato a partire dal 1990: in ogni occasione è stato lui il vero protagonista della nazionale azzurra. Il rigore sbagliato a Pasadina, nella finale di Usa 94 lo ha condannato ad una sofferenza indegna del grande campione che è stato. Roberto Baggio è sempre stato messo in discussione tanto da non riuscire ad affermarsi mai veramente in una sola squadra. Divino.</p>
<h3>9 &#8211; Alfredo Di Stefano (Argentina/Spagna)</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12699 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/distefano.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo Di Stefano" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/distefano.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/distefano-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/distefano-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/distefano-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p><i>La Saeta Rubia</i>, è considerato da molti il miglior giocatore di tutti i tempi. <strong>Simbolo del Real Madrid con cui vinse 5 Coppe Campioni di seguito</strong> è il madridista ad aver segnato più gol nel Clasìco, il match contro gli eterni rivali del Barcellona. Dotato di un fiuto del gol eccezionale, <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio/alfredo-di-stefano-la-saeta-rubia" target="_blank">Alfredo Di Stefano</a></strong></span> non riuscì mai ad imporsi realmente con la maglia della Nazionale (Argentina e Spagna) tanto da non accedere mai ad una fase finale di un campionato del Mondo, con cui il fuoriclasse argentino avrebbe avuto maggiore legittimità nel dibattito su chi sia stato il giocatore simbolo del ‘900, inserendosi fra Pelè e Maradona. Segna comunque il traguardo di ben due Palloni d&#8217;Oro, nel 1957 e nel 1959. Leggenda.</p>
<h3>8 &#8211; Zinedine Zidane (Francia)</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12701 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/zidane.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo Zidane" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/zidane.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/zidane-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/zidane-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/zidane-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Sponsorizzato dal suo connazionale Michel Platini, il francese Zinedine Zidane arrivò alla Juventus che era poco più di una promessa. Proprio come<em> </em>il suo connazionale<em>, <strong>Zizou</strong></em><strong> divenne un grande direttore d&#8217;orchestra</strong>, geniale e incantevole nelle giocate. Il suo<strong> trasferimento dalla Juventus al Real Madrid nel 2001</strong> segnò il record di soldi sborsati per un giocatore: 150 miliardi di lire. Zidane ha vinto praticamente tutto, Pallone d&#8217;Oro e Mondiale compresi. Chiude la carriera da secondo ai <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio/mondiali-2006-5-aneddoti-berlino" target="_blank">Mondiali 2006</a></strong></span> con la testata più famosa della storia ma questo non basta a cancellarlo dalla lista con i calciatori più forti del mondo. Geniale.</p>
<h3>7 &#8211; Johan Cruijff (Olanda)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12703 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/cruijff.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo Cruijff" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/cruijff.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/cruijff-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/cruijff-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/cruijff-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p class="entry-title">L’incarnazione del calcio totale, Bruno Pizzul lo definì il <em>Profeta del gol</em>, Gianni Brera invece il <em>Pelè bianco</em>. Vinse tre Palloni d&#8217;Oro nel grande Ajax di Rinus Michels che rivoluzionò la storia del calcio tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà dei settanta. <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/johan-cruijff-incarnazione-calcio-totale" target="_blank">Johan Cruijff</a></strong></span> è stato un attaccante poliedrico che rientrava, difendeva, impostava l&#8217;azione, aiutava i compagni di squadra e realizzava reti stupende e importantissime. <strong>Dopo di lui il ruolo dell’attaccante non è stato mai più lo stesso</strong>. Insieme a Platini e Van Basten detiene il record di tre Palloni d&#8217;oro vinti in carriera. Gli manca però la consacrazione con la maglia orange dell&#8217;Olanda, solamente sfiorata ai Mondiali tedeschi del 1974<strong>. </strong>Rivoluzionario<strong>.</strong></p>
<h3>6 &#8211; Franz Beckenbauer (Germania)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12707 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Beckenbauer.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo Beckenbauer" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Beckenbauer.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Beckenbauer-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Beckenbauer-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Beckenbauer-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Il <em>Kaiser</em> (l&#8217;Imperatore) giocò 13 anni nel Bayern Monaco, dove vinse praticamente ogni tipo di trofeo. <strong>Grande interprete del ruolo di libero</strong>, è considerato il primo vero innovatore del calcio moderno. Il momento più gradito della sua intera carriera è ai <strong>Mondiali del 1974</strong>, quando nella finale contro l&#8217;Olanda rivoluzionaria di Johann Cruijff vince la prima Coppa del Mondo. La seconda la conquista sulla panchina della Germania nei Mondiali italiani del 1990. Vince due Palloni d’Oro nel 1972 e nel 1976. Il primo, quello più importante, infrange il tabù che vedeva i difensori trascurati dalla giuria. Grandioso.</p>
<h3>5 &#8211; George Best (<strong>Irlanda del Nord</strong>)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12710 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/best.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo best" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/best.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/best-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/best-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/best-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Giocatore dotato di un talento immenso purtroppo non sfruttato al pieno a causa dei suoi noti vizi per l&#8217;alcol. Riuscì a dissipare una fortuna accumulata nel corso della sua carriera, segnata principalmente dal<strong> decennio con la maglia del Manchester United</strong>. E&#8217; considerato uno dei più grandi dribblatori di tutti i tempi: aveva l&#8217;abitudine di lasciare incantati compagni e avversari. Il <em>Quinto Beatle</em> vinse il Pallone d&#8217;Oro nel 1968 a soli 22 anni, età in cui raggiunse l&#8217;apice della sua carriera a cui seguì un lento declino. Nessuna soddisfazione con la maglia della nazionale irlandese con cui non riuscì mai a disputare i Mondiali. Resta comunque uno dei calciatori più forti del mondo. Indimenticabile.</p>
<h3>4 &#8211; Marco Van Basten (Olanda)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12714 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Van-Basten.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo Van Basten" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Van-Basten.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Van-Basten-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Van-Basten-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Van-Basten-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Se la sua attività agonistica non si fosse interrotta a soli 28 anni, l’olandese avrebbe potuto raccogliere ancora molto di più. I suoi <strong>noti problemi di cartilagine lo obbligarono a dare prematuramente l&#8217;addio al calcio</strong> mettendo bruscamente fine alla sua carriera. Il <em>Cigno di Utrecht</em> avrebbe potuto infatti dare ancora ampie dimostrazioni di talento inarrivabile. L&#8217;eleganza nei movimenti, la concretezza sotto porta e una serie di caratteristiche multiformi lo rendono uno dei più completi attaccanti di sempre. <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/parola-di-campione/van-basten-le-5-frasi-piu-famose-gol-da-antologia" target="_blank">Marco Van Basten</a></strong></span> lega il suo percorso a due squadre: Ajax e Milan. E&#8217; proprio con i rossoneri di Sacchi che raggiunge l&#8217;apice vincendo tutto nel pazzesco trio olandese insieme a Rijkaard e Gullit. Vince tre volte il Pallone d&#8217;Oro e con la Nazionale riesce a conquistare un Europeo nel 1988 in Germania. Incantevole.</p>
<h3>3 &#8211; Michel Platini (Francia)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12712 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Platini.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo Platini" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Platini.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Platini-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Platini-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/Platini-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Platini possedeva un&#8217;ottima visione di gioco e un innato senso del gol. La sua specialità erano però i calci da fermo: <strong><em>Le Roi </em>era infatti micidiale nelle punizioni</strong>, calciate con una tale sicurezza e certezza del gol da farle sembrare dei calci di rigore. Capocannoniere delle Serie A con la Juventus per tre stagioni di fila e in coincidenza anche vincitore del trofeo assegnato da France Football. A <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/parola-di-campione/platini-gol-da-antologia" target="_blank">Michel Platini</a></strong></span> è mancato il successo mondiale: sale sul tetto del mondo con la Juventus nella la finale di Tokyo della Coppa Intercontinentale. Con la maglia della Nazionale francese riesce però ad aggiudicarsi gli Europei del 1984, trascinatore assoluto con il record di nove reti in una singola edizione del torneo. Sublime.</p>
<h3> 2 &#8211; Pelè (Brasile)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12716 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/pelè.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo pelè" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/pelè.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/pelè-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/pelè-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/pelè-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Dribbling, velocità, fantasia, intelligenza tattica sono solo alcune delle sue doti che completano un profilo di perfezione calcistica. <em>O Rei do Futebol</em> detiene il record di reti realizzate in carriera: 1.281 in 1.363 partite. A soli 16 anni è già il capocannoniere del Campionato Paulista in Brasile con la maglia del Santos, club a cui si legherà a vita. <strong>Pelè infatti non giocò mai al di fuori del Brasile</strong>, pur avendo ricevuto numerose proposte dall&#8217;Europa. Nel 2014 gli viene assegnato il <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pallone_d%27oro_FIFA" target="_blank">Pallone d&#8217;Oro FIFA</a></strong></span> onorario, essendo stato l&#8217;unico calciatore ad aver vinto tre Mondiali senza però mai aver ottenuto un riconoscimento individuale dalla FIFA.  Per accendere ancora di più la <strong>polemica infinita con il suo</strong> <strong>rivale di sempre Maradona</strong>, in una recente intervista Pelè ha dichiarato che l&#8217;argentino non calciava bene di destro e non segnava mai di testa. Maradona rispose che Pelè, pur avendo vinto di tutto, non ha mai giocato in Europa, un calcio dove i difensori sono<em>&#8220;dei veri e propri cani da preda&#8221;. </em></p>
<h3>1 &#8211; Diego Armando Maradona (Argentina)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12718 size-full" src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/maradona.jpg" alt="i calciatori più forti del mondo maradona" width="960" height="340" srcset="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/maradona.jpg 960w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/maradona-300x106.jpg 300w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/maradona-768x272.jpg 768w, https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/12/maradona-696x247.jpg 696w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>In testa c&#8217;è sempre lui. Per noi è scontato. E&#8217; lui il giocatore che vince questa sfida con i calciatori più forti del mondo. Il <em>Pibe de Oro</em> e la <em>Mano de Dios: </em>due soprannomi che rispecchiano il<em> </em><strong>Maradona genio e sregolatezza, </strong>campione assoluto di giocate ed eccessi. Talento puro di rarissima manifattura, sul campo faceva dimenticare la sua vita sregolata e ringraziamo madre Argentina per averci dato questo esemplare unico di giocatore. <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/top-5-gol/pibe-de-oro-5-gol-piu-belli-di-maradona-al-napoli" target="_blank">Maradona</a> </strong></span>non entrò mai nelle liste per l&#8217;assegnazione del Pallone d&#8217;Oro poiché il regolamento fino al 1995 vietava di assegnare il premio a giocatori di nazionalità extraeuropea. Senza questa regola avrebbe con tutta probabilità vinto il prestigioso titolo nel 1986, anno in cui vinse i Mondiali in Messico. Il dibattito contemporaneo sul calcio pone una domanda incessante: meglio Maradona o il suo successore Messi? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.</p>
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			<title>Iturbe è il Calciobidone 2015</title>
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			<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 09:12:59 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2016/01/iturbe-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Con il 23% dei voti, l&#8217;argentino ex Roma si è aggiudicato il premio del giocatore flop dell&#8217;anno</h2>
<p>Comprato per 22 milioni più bonus, <strong>Juan Manuel Iturbe</strong> è stato il secondo acquisto più oneroso nella storia della società giallorossa dopo Gabriel Omar Batistuta. Dopo le sue incredibili prestazioni al Verona si era scatenata una vera e propria asta sul mercato per il calciatore, inseguito anche dalla Juventus.  Arrivato in giallorosso, Iturbe ha deluso talmente tanto che alla fine è stato ceduto al Bornemouth, in Inghilterra, in prestito con diritto di riscatto per poco più di un milione di euro: un passivo senza precedenti. Il secondo posto è per <strong>Hernanes</strong>, acquisto più costoso dell’era Thoir all’Inter e poi ceduto alla Juventus, in cui non ha ancora trovato un&#8217;utilità tattica. Sul gradino più basso del podio c&#8217;è un altro romanista: <strong>Seidou Doumbia</strong>.</p>
<h3>Ecco la classifica finale &#8220;Calciobidone 2015&#8221; (da calciobidoni.it)</h3>
<p>1) Iturbe (Roma)</p>
<p>2) Hernanes (Inter/Juventus)</p>
<p>3) Doumbia (Roma)</p>
<p>4) Cole (Roma)</p>
<p>5) Podolski (Inter)</p>
<p>6) M&#8217;Vila (Inter)</p>
<p>7) Saviola (Verona)</p>
<p>9) Armero (Milan)</p>
<p>8) Rafael (Napoli)</p>
<p>10) Almeida (Cesena)</p>
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			<title>Chi ha vinto il Pallone d&#8217;Oro e quando?</title>
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			<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 10:20:42 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2016/01/pallone-doro-696x385.jpg" /> <br /> <p>E&#8217; tutto pronto per la cerimonia di consegna del <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/pallone-doro" target="_blank" rel="noopener">Pallone d&#8217;Oro</a></strong></span> 2015. In pole position ci sono Cristiano Ronaldo, Neymar e Messi. <a href='https://sarowarjahan.com/2dfrse40q/'>ماهي لعبة الروليت</a>  In attesa della proclamazione&#8230;</p>
<p><script src="//cdn.playbuzz.com/widget/feed.js" type="text/javascript"></script></p>
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			<title>La Champions League americana</title>
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			<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 08:28:19 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/09/copa-libertadores-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Un torneo sul modello europeo con squadre provenienti dal Canada all&#8217;Argentina. Ogni club pagherà 5 milioni di dollari per partecipare <strong><span class="goog-text-highlight"> con la possibilità di vincerne 30</span></strong>. Stati Uniti e Brasile avrebbero il maggior numero di squadre partecipanti</h2>
<p>L&#8217;idea è in circolazione da tempo. Alcuni importanti dirigenti del continente hanno cominciato a confermare pubblicamente che il progetto è ora in fase di definizione. Sognare una Champions League americana è dunque possibile. Un gruppo di imprenditori del settore comunicazione con collegamenti in importanti club di calcio, ha progettato questo nuovo campionato che vedrebbe <strong>la partecipazione delle migliori squadre del continente dal Canada all&#8217;Argentina</strong>.</p>
<p>Il principale promotore di questo evento è Ricardo Silva, presidente e fondatore della società MP &amp; Silva, leader mondiale nella distribuzione di diritti televisivi con un fatturato annuo di oltre 600 milioni di euro e 20 sedi in tutto il mondo. <strong>Silva è anche socio di Paolo Maldini</strong> insieme al quale è proprietario del Miami FC, club di MLS negli Stati Uniti.</p>
<p>Nell&#8217;<strong>Americas Champions League</strong> ogni club pagherà 5 milioni di dollari per l&#8217;iscrizione al torneo e il vincitore ne riceverà 30. La competizione, secondo quanto riferito, prevede 10 posti per il calcio argentino, 16 per il Brasile e MLS, 8 per il Messico, 3 alla Colombia, 2 per il Cile e l&#8217;Uruguay e uno per il Paraguay. Nel turno preliminare parteciperanno anche 2 squadre di Ecuador, Perù, Bolivia, Costa Rica e Unión Caribeña de Fútbol e uno del Guatemala.</p>
<p><em>&#8220;Questo torneo sarà come la UEFA Champions League, ma per le squadre di tutto il Nord America, America Centrale e Sud America&#8221;</em>, ha dichiarato Silva alla stampa messicana. Anche <strong>Eduardo Ache</strong>, presidente del club Nacional di Montevideo (Uruguay), si è espresso favorevole alla creazione di questo torneo sul modello europeo a patto che l&#8217;iniziativa non soppianti la più ben nota e storica Coppa Libertadores.</p>
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			<title>Mister Mondonico racconta il giovane Vialli</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Thu, 09 Jul 2015 15:33:51 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/07/vialli-cremonese-696x385.jpg" /> <br /> <h2>L&#8217;intervista a Emiliano Mondonico, ex giocatore e allenatore di Cremonese, Atalanta, Torino, Napoli e Fiorentina</h2>
<p>Nel giorno del 51° compleanno di <strong><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio/chelsea-di-gianluca-vialli" target="_blank">Gianluca Vialli</a></span></strong>, il suo allenatore ai tempi della Cremonese, Emiliano Mondonico, racconta l&#8217;esperienza con il giovane calciatore: <em>&#8220;Vialli è stato il primo giocatore che mi fece capire che ne capivo di calcio&#8221;</em>. Intervista inedita.</p>
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			<title>Torino &#124; Top &#038; Flop 2015</title>
			<link>https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/torino-top-flop-2015</link>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 12:59:45 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/06/TORO-696x385.jpg" /> <br /> <h3>Il top 2015: Kamil Glik</h3>
<p>Con 5 gol nei 3 anni precedenti, Kamil Glik aveva regalato al suo Toro un contributo più che normale, logico ed accettabile. Non è mica da questi particolari che si giudica un centrale di difesa, canterebbe Francesco De Gregori se fosse nato più a nord. E invece no, <strong>il polacco ha stupito tutti e ha operato la più incredibile rivoluzione che i casa granata si potesse concepire</strong>. Nostalgia di Ciro Immobile, il capocannoniere del campionato 2013-14. Nessun sentimentalismo. A garantire gli exploit in area avversaria ci pensa lui, il capitano, con una sequenza di reti, tra l’altro non di rado belle pesanti. Il totale recita ben 8 centri, giusto 3 in meno del vero erede del bomber emigrato in Germania, Fabio Quagliarella. E il marchio è sempre più o meno lo stesso, una vera e propria specialità che nel calcio contemporaneo, che pretende un terzo dei gol realizzati da palla inattiva, significa essere laureati in un master di primissimo livello. <strong>Dove c’è un corner spunta lui e vallo a tenere</strong>. Colpisce a Cagliari; si ripete con il Palermo; segna addirittura una doppietta al Genoa, capovolgendo il verdetto da sconfitta a vittoria (e segnando anche da calcio di punizione di Farnerud con un tocco al volo); prosegue la serie delle vittime eccellenti svettando di testa con superba elevazione contro il Milan; va a deviare sull’angolino opposto in Torino-Napoli 1-0 ed è un gesto che vale 3 punti; fa vivere palpitanti minuti finali al pubblico dell’Olimpico andando a segnare contro lo Zenit e riaprendo una possibile qualificazione che viene solo sfiorata; infine, va a colpire di destro a Bergamo. Non una sola rete è inutile, pleonastica, ininfluente ai fini del risultato. <strong>Glik è Mr.Wolf che risolve i problemi e vengono in mente un bel po’ di squadre di rango che potrebbero pensare a lui</strong> per rimettere a posto il reparto arretrato e garantirsi in avanti un contributo che ben pochi in Europa possono regalare. Un gran brutto cliente per chiunque, chiedete qualcosa a Icardi che è uno che fa il furbo con tutti e riesce a segnare anche nelle domeniche problematiche, con Kamil non ha toccato palla. In più è un trascinatore senza eguali. <strong>Unico dubbio per il 2016: quanto lo condizionerà il pensiero dell’Europeo con la sua nazionale</strong>. Un tema che potrebbe panche essere declinato più che positivamente, regalandogli ulteriori motivazioni e partite conseguentemente all’altezza. Tanto lui sul gioco aereo è abituato, non soffre di vertigine.</p>
<h3>Il flop 2015: Nikola Maksimovic</h3>
<p>Pare che Giampiero Ventura lo tenga in gran conto, del resto se c’è un mister che sa come far crescere i giovani è proprio lui e <strong>Maksimovic ha certamente davanti a sé un brillante avvenire</strong>. Del resto, 50 presenze in 2 campionati non sono poche e dicono che tanta fiducia non è di facciata, ma rappresenta un dato reale sul quale si può edificare qualcosa d’importante. Non tutti i tifosi granata, però, sono d’accordo su tanta stima, un po’ come la minoranza dem nei confronti di Matteo Renzi. Per carità – dicono – la stoffa c’è. Ma si vedono anche i buchi e non è detto che da quel tessuto possa uscire la coperta difensiva di cui la squadra abbisogna. <strong>A confortare ci sono le prove internazionali</strong>, da quella a Copenaghen al vigore messo in evidenza a Bilbao. E’ in Italia che ha lasciato a desiderare, soprattutto negli incontri casalinghi con la Fiorentina e la Lazio, dove ha patito eccessivamente i movimenti di Babacar e Keita. La peggiore gara a Genova, sul finire di campionato, errori in serie da matita blu, come si diceva un tempo.</p>
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			<title>Atalanta &#124; Top &#038; Flop 2015</title>
			<link>https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/atalanta-top-flop-2015</link>
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			<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 12:18:19 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/06/atalanta-696x385.jpg" /> <br /> <h3>Il top 2015: <span style="line-height: 1.5;">Marco Sportiello</span></h3>
<p>W il coraggio. Che si potrebbe anche declinare con <strong>W l’Atalanta, praticamente un sinonimo per come lancia giovani alla ribalta, sostenendoli fino in fondo</strong>. La questione del portiere è una delle più belle storie di questa stagione e lo è a maggior ragione perché il 2014-15 non è stato esattamente una passeggiata per i nerazzurri, più in difficoltà di quel che si potesse pensare alla vigilia del campionato. Una delle incognite poteva proprio essere il salto da Consigli, protagonista di un grande torneo lo scorso anno, a <strong>Marco Sportiello titolare</strong>. Per carità, nelle sue tre apparizioni nel grande calcio aveva fornito buone prestazioni, ma da qui a pensare che fossero di assoluta garanzia ce ne correva. <a href='https://dashxo.store/exuhu4sqwae/'>ربح مال حقيقي</a>  E invece la risposta è stata quasi perfetta, tanto da meritarsi il <strong>titolo di atalantino dell’anno dall’Eco di Bergamo</strong> che ha fatto votare i supporters della Dea. E noi non possiamo che essere d’accordo. Solo in una gara, in casa con il Torino, le sue incertezze sono collocabili alla voce punti in perdita. <a href='https://sprecher.robertmartin.de/coh7rtjh36/'>لعبة قمار اون لاين</a>  Molte di più, invece, le parate che possono essere contabilizzate come punti decisivi per la salvezza. Un rapido e approssimativo calcolo dice che l<strong>’Atalanta grazie a Sportiello ha vinto a Cagliari</strong> (prestazione di grande sicurezza); <strong>ha evitato la sconfitta in casa con il Napoli</strong> (e non solo per il rigore parato a Higuain. Ancora più decisivo è il salvataggio sul tiro di Mertens); <strong>ha portato a casa lo 0-0 dall’Olimpico di Torino</strong> (impedendo allo svedese Jansson la soddisfazione del suo primo gol in Italia); ha infilato una dietro l’altra almeno cinque declinazioni dell’arte del parare in Roma-Atalanta 1-1. Lo hanno <strong>accostato al Liverpool</strong>, anche se lui è il primo a non crederci. Ma anche se fosse, nessun problema: a Bergamo sanno che “morto” un portiere, se ne fa un altro.</p>
<h3>Il flop 2015: Yohan Benalouane</h3>
<p>E dire che nell’estate del Triplete nerazzurro, qualche tifoso juventino si era ritrovato a leggere tra gli acquisti della rinascita il <strong>possibile arrivo in bianconero di Yohan Benalouane</strong>, all’epoca ventitreenne difensore del St.Etienne. Da allora le belle speranze sono via via sfiorite, tra Cesene e Parma, fino ad approdare a Bergamo nel gennaio del 2014. Quest’anno, giusto per essere prosaici e non girare troppo attorno, <strong>sembrava che il suo gol al Cesena fosse l’indizio per un rendimento almeno sufficiente</strong>. E invece no. Le scene brutte non sono state poche. Il podio è determinato da tre momenti che traducono bene la sua incertezza, o se volete quello scarto che c’è tra la faccia cattiva che fa e gli effetti che produce. L’ordine in senso cronologico è così composto. Primo: <strong>lo sciagurato rigore causato su Matri in Genoa-Atalanta</strong>. Secondo: <strong>la crisi di nervi con relativa espulsione in Atalanta-Inter</strong>. Terzo e ultimo: <strong>il gol fattogli da Pellissier</strong> sfuggitogli da battuta d’angolo e il rigore per intervento da Meggiorini graziatogli dall’arbitro. Ce n’è abbastanza perché Reja pensi molto sotto l’ombrellone se è il caso di rinnovare la fiducia al mancato juventino del passato. <a href='https://krieltje.nl/77xv673/'>betrally</a> </p>
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			<title>Barcellona-Bayern &#124; Il vuoto Ribery &#8211; Robben</title>
			<link>https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/barcellona-bayern-vuoto-ribery-robben</link>
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			<pubDate>Wed, 06 May 2015 09:33:30 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/05/Robben-Ribery-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Assenze pesanti per Barcellona-Bayern: Ribery &#8211; Robben</h2>
<p>Presentarsi al Camp Nou con il tridente composto da <strong>Muller</strong>, <strong>Lewandowski</strong> (per quanto con una protezione al viso) e <strong>Gotze</strong> non è poca cosa per <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Guardiola: allievo di Mazzone e maestro di Messi" href="https://www.sportreview.it/calcio/parola-di-campione/guardiola-allievo-di-mazzone-e-maestro-di-messi" target="_blank" rel="noopener">Guardiola</a></strong></span>, che tiene più di ogni altra cosa a fare bella figura davanti al pubblico che lo accoglierà con il giusto affetto. Ma sapere che <strong>in questo Bayern ci sono due assenze che rispondono al nome di Ribery e Robben non può che far pensare sulla mostruosa forza dei tedeschi</strong>, probabilmente superiori in linea teorica a livello di ricambi rispetto al pur celestiale Barcellona. Ma il peso del vuoto lasciato dai due esterni com’è misurabile? O meglio: qual è stato il rendimento in quest’annata del francese che è avvezzo a complicazioni fisiche e dell’olandese che forse patisce anche un po’ di usura post-Mondiale?</p>
<p>Partiamo dai numeri, intanto. <strong>Ribery ha segnato 9 reti, 5 delle quali in Bundesliga</strong>. E il suo contributo in termini di rifiniture decisive in zona gol lo vede dietro a Muller e per l’appunto a Lewandowski. <a href='https://moneyempowermentproject.com/yvmxv19/'>لعبة كريكت</a>  Certo, i tempi precisi dello scarico palla, quel muoversi lungo tutto il fronte dell’attacco e la ricerca della soluzione improvvisa sono aspetti di un repertorio che difficilmente può essere sostituibile. In questa stagione, certamente non la più brillante, ci sono proprio <strong>due immagini di Champions League che suggeriscono come Ribery sia stato letale in tandem con Alaba</strong>, un altro grande assente di questa semifinale da spettacolo. Il gol con una conclusione degna di un tavolo da biliardo nella gara casalinga contro la Roma. E la rete nella goleada ai danni dello Shakhtar, sfruttando sempre le accelerazioni del terzino della fascia sinistra. Del resto, oltre a inventare, <strong>Ribery ha un fiuto speciale nel riuscire a sfruttare alla meglio le idee altrui</strong>, facendosi trovare pronto alla battuta con il classico movimento a rimorchio. Quanto agli assist, non pochi sono stati creati per Robben, in quelle azioni dove sembrano fingere quel minimo compiacimento tipico dei duetti tra fuoriclasse per poi, a furia di finte, contro finte e spunti, determinare lo spazio per battere verso la porta, spesso in condizioni di grande facilità. <a href='https://moneyempowermentproject.com/d6b0ektlyu5/'>العاب مربحة</a> </p>
<p>Si dice che per <strong>un’eventuale sostituzione di Ribery o di Robben, l’idea o la suggestione potrebbe essere andare a prendere Bale dal Real Madrid</strong>. Prescindendo dalle differenze d’età, dai contratti in essere e dai relativi costi, è opportuno ricordare che l’<em>Olandese Volante</em> ha ancora dimostrato di essere un giocatore straordinario. Nonostante qualche assenza, <strong>è lui il bomber del Bayern nel cammino in campionato, oltre a essere il vice cannoniere della Bundesliga</strong>. Oltre al contributo per il gioco corale (diteci se conoscete un altro giocatore in Europa capace di porsi come punto di riferimento per i compagni e appena entrato in possesso, straordinario nel variare il ritmo dell’azione, <strong>Robben è il top player secondo quella concezione per la quale sa produrre magie anche dal nulla</strong>. Anche per lui, due flash illuminano una stagione di altissimo profilo. La rete all’Olimpico contro la Roma, con quel tradizionale tiro a giro accompagnato da una precedente sterzata impossibile da leggere nonostante si sappia benissimo che la farà. Un exploit simile lo ha ripetuto anche in terra tedesca, nell’8-0 rifilato all’Amburgo (si viaggia di goleade, da quelle parti). <a href='https://eclpi.com.ph/nmyaw97hmu/'>قوانين البوكر</a>  Con in più la sensazione che nel corso degli anni Arjen abbia affinato la freddezza a tu per tu col portiere, il limite che aveva denunciato nella finale del Mondiale 2010 e che era costato non poco alla sua nazionale.</p>
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			<title>Napoli-Sampdoria 4-2 &#124; L&#8217;assalto al secondo posto</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 07:56:48 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/04/napoli-samp-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Ottima vittoria dei partenopei contro la Sampdoria. Higuain inarrestabile risolve Napoli-Sampdoria</h2>
<p>Se il Napoli avesse sempre giocato così, probabilmente l&#8217;anti-Juve sarebbe stata la squadra di Benitez, e con ogni probabilità il tecnico spagnolo avrebbe risparmiato ai tifosi italiani una mezza dozzina di polemiche nei mesi di gennaio e febbraio. <strong>Il Napoli è una delle squadre più in forma del momento</strong> e nonostante le fatiche di coppa sembra potere rimontare posizioni in classifica, insidiando a Roma e Lazio il secondo posto. Contro la Sampdoria, partita presentata in settimana come uno scontro diretto per un posto in Europa League, ma dopo i passi falsi di Roma e Lazio diventata ben altro, i padroni di casa hanno dimostrato tutta la loro superiorità.</p>
<p>La gara è vivace sin dalle prime battute con un Napoli che sembra in ottima serata e con Gabbiadini. Ma soprattutto grazie a uno scatenato Higuain che sfiora due volte il vantaggio con due conclusioni dal limite, la seconda delle quali deviata in tuffo da Viviano in calcio d&#8217;angolo. <strong>La Sampdoria cerca di amministrare e di colpire in ripartenza</strong>. Nella prima, <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Eder, l’ascesa dell’uomo giusto per Conte" href="https://www.sportreview.it/il-punto-di-vista/eder-lascesa-delluomo-giusto-per-conte" target="_blank">Eder</a> </strong></span>perfettamente lanciato in velocità da Soriano, entra in area di rigore e il suo cross, prima che venga ribadito in rete da Okaka, viene deviato da Albiol che insacca nella propria porta. Il Napoli non si scopone, dimostrando di attraversare un buon periodo di forma e inizia a macinare gioco, mentre la Sampdoria viene chiusa nella propria metacampo senza che gli uomini di Mihajlovic riescano ad uscire.</p>
<p><strong>Proprio nel momento di maggior pressione ci pensa però Viviano</strong> <strong>a riportare la partita in pareggio</strong>. Il tiro debole e di destro dell&#8217;ex Gabbiadini, sporcato da Romagnoli, finisce in mezzo alle gambe dell&#8217;estremo difensore blucerchiato, che si abbassa con estrema lentezza e compie la più classica e clamorosa delle papere. Il Napoli ringrazia e due minuti dopo con una perfetta combinazione in velocità fra Gabbiadini e Higuain, l&#8217;argentino batte Viviano, questa volta assolutamente incolpevole, con un destro preciso e violento. Dall&#8217;altra parte la Sampdoria, con un Eto&#8217;o che passeggia ma non fa mai cose banali una volta che ha la palla tra i piedi cerca, soprattutto con Eder, di metter in apprensione la difesa partenopea senza mai riuscirci veramente. Ma lo stesso Eder al termine del primo tempo deve lasciare il posto a Muriel per un infortunio. <strong>La strada del Napoli sembra più che mai in discesa</strong>.</p>
<p><strong> L&#8217;inizio del secondo tempo conferma questa sensazione</strong>. Dopo tre minuti Insigne ruba palla a metacampo e si invola verso al porta della Sampdoria: il suo destro a giro si infila nell&#8217;angolo basso alla sinistra di Viviano. Primo gol del giovane napoletano dopo il brutto infortunio di novembre. La partita finisce praticamente qui. La Sampdoria non riesce ad abbozzare una reazione, cercando di conquistare campo, qualche mischia ma senza mai impegnare Handujar. Il Napoli spreca un paio di palle gol in contropiede e poi conquista un rigore con Hamsik atterrato da De Silvestri (pessima la sua serata). Higuain segna il gol del 4 a 1. Utile solo per le statistiche e per gli occhi di molti appassionati il gran gol di Muriel nel finale per il definitivo 4 a 2. Adesso, con lo scudetto praticamente assegnato e la lotta per la salvezza quasi chiusa, <strong>la conquista di un posto in Champions diventa il vero motivo di interesse del campionato.</strong></p>
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			<title>Ogier conquista il Rally del Messico</title>
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			<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 11:20:21 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/03/rally-messico-ogier-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Sebastien Ogier domina e vince anche il Rally del Messico. Per il campione del mondo in carica è il terzo sigillo su tre in questo strepitoso inizio di stagione</h2>
<p><strong>Sebastien Ogier</strong> ha vinto il <strong>Rally Messico WRC 2015</strong> dopo una prestazione eccezionale che lo ha visto in testa alla competizione sin dallo <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Rally Messico: Ogier insegue il terzo trionfo" href="https://www.sportreview.it/altri-sport/rally-messico-shakedown" target="_blank" rel="noopener">shakedown</a> </strong></span>di giovedì scorso. Questa è la sua terza vittoria in Messico dopo quelle del 2013 e del 2014 e la terza vittoria del mondiale dopo i rally di Montecarlo e Svezia. Ogier ha tagliato il traguardo nella sua Volkswagen Polo R con un vantaggio di 1 min 18. <a href='http://www.hirdfam.com/09pn60e/'>قوانين لعبة بوكر</a> 8s su <strong>Mads Ostberg</strong> che ha chiuso secondo.</p>
<p>Lotta serrata per il secondo posto con <strong>Mads </strong><strong>Ostberg</strong> che ha dovuto far fronte all&#8217;agguerrita concorrenza del pilota norvegese <strong>Andreas Mikkelsen</strong>. I due hanno combattuto per quasi 400 km in cui hanno cercato in tutti i modi di avere la meglio sull&#8217;altro. <a href='http://www.tvbfood.it/xk4dx7id1t/'>888 casino</a>  Ostberg è poi riuscito a mettere la sua <strong>Citroen DS3</strong> davanti alla Volkswagen Polo R di Mikkelsen con un vantaggio 6.3sec.</p>
<p><strong>Ogier</strong> ha raccolto il massimo bottino di tre punti nella power stage conclusiva, mentre il suo compagno di squadra <strong>Mikkelsen</strong> ha portato a casa i due punti. Il punto finale di questa fase è stato assegnato invece a <strong>Thierry Neuville</strong> al volante della sua <strong>Hyundai</strong>. Più fortunato è stato Ostberg che ha vinto la prima tappa di domenica mattina con un vantaggio di 2,5 secondi su Ogier e 3. <a href='http://lithiumcreations.com/wordpress/mhv4sbns/'>انواع البوكر</a> 5s di vantaggio Mikkelsen.</p>
<p>Correndo nella stessa tappa, Mikkelsen, dopo 45 km ha danneggiato il suo cruscotto. Il norvegese ha dovuto dunque guidare con estrema difficoltà per tutta la gara. Il compagno di squadra di Ogier, <strong>Jari-Matti Latvala</strong>, è incappato invece nella sfortunata corsa del sabato quando ha colpito una sponda ed è stato costretto a rallentare nella fase finale.</p>
<p>L&#8217;incidente più spettacolare del Rally Messico è stato invece quello di <strong>Ott Tanak</strong>, la cui Ford Fiesta è uscita di strada finendo in un lago. I due piloti sono poi riusciti a uscire subito dall’auto mentre l’acqua entrava dai finestrini nell&#8217;abitacolo. Il team è riuscito poi nell’exploit di riavviare la Fiesta in corsa, domenica mattina.</p>
<p>Il prossimo appuntamento della stagione del <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="wrc 2015" href="http://www.wrc.com/en/wrc/calendar/calendar/page/671-206-16--.html" target="_blank" rel="noopener">WRC 2015</a></strong></span> sarà in <strong>Argentina</strong>, il 23 aprile. I piloti affronteranno una nuova sfida: il tracciato di 235 km da Carlos Paz, nella provincia di San Luis. Due tappe supplementari a nord di Carlos Paz comprenderanno strade inutilizzate dal 2007.</p>
<h3>VIDEO: Tanak e il suo navigatore Mõlder finiscono nel lago</h3>
<p><iframe loading="lazy" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/SPnjMhXNQ3Y?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3><strong>Classifica finale del Rally del Messico</strong></h3>
<p>1. Ogier (VW) in 4h 19m 13.4s<br />
2. Ostberg (Citroen) +1m 18.8s<br />
3. Mikkelsen (VW) +1m 25.1s<br />
4. Evans (Ford) +3m 40.2s<br />
5. Sordo (Hyundai) +5m 01.8s<br />
6. Prokop (Ford) +6m 36.1s<br />
7. Al-Attiyah (Ford) +14m 52.7s<br />
8. Neuville (Hyundai) +22m 43.3s<br />
9. Fuchs (Ford) +22m 49.0s<br />
10. Ketomaa (Ford) +23m 10.2s</p>
<h3><strong>Classifica mondiale piloti</strong></h3>
<p>1. Sebastien Ogier 81<br />
2. Andreas Mikkelsen 47<br />
3. Thierry Neuville 35<br />
4. Mads Ostberg 32<br />
5. Elfyn Evans 26<br />
6. Jari-Matti Latvala 19<br />
7. Daniel Sordo 18<br />
8. Martin Prokop 14<br />
9. Ott Tanak 12<br />
10. Hayden Paddon 10<br />
11. Kris Meeke 10<br />
12. Nasser Al-Attiyah 6<br />
13. Sebastien Loeb 6<br />
14. Yuriy Protasov 2<br />
15. Nicolas Fuchs 2<br />
16. Jari Ketomaa 1</p>
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