Almeno un titolo, questa la promessa dell’allenatore della Roma Rudi Garcia.

“Il prossimo anno voglio vincere un titolo, la nostra stagione sarà basata su questo”. Così il 22 giugno del 2014 sulle pagine della Gazzetta dello Sport Rudi Garcia annunciava i propositi, anzi il proposito, per la sua nuova stagione con la Roma. Appena terminata infatti quella precedente con un record di punti non però sufficienti a vincere lo scudetto dietro alla Juventus che ha realizzato il record dei record con 102 punti, Garcia voleva evidentemente tenere alta la tensione in un gruppo che rischiava di subire l’effetto negativo dopo una stagione giocata alla grande ma senza ottenere nulla. In questa, i giallorossi sono partiti meno bene dello scorso campionato ed in più l’impegno di Champions ha tolto forze e sicurezze (sopratutto dopo il 7-1 subito all’Olimpico contro il Bayern Monaco). A meno 7 dalla Juventus, dopo avere perso, tra mille polemiche scatenate dallo stesso Garcia, la gara di andata allo Juventus Stadium, fuori dalla Champions League e dalla Coppa Italia, per gli uomini dell’allenatore francese è rimasta solo l’Europa League come unica possibilità per mantenere fede alla promessa di inizio estate del loro condottiero.

Ora viene da chiedersi se ostentare sicurezza in un ambiente come quello romano sia controproducente o meno. Da un lato l’esaltazione può essere un’arma in più per chi non è abituato a vincere con continuità e non è avvezzo alla tensione. Dall’altro, proprio questa disabitudine alla pressione, potrebbe trovare nell’esternazione del tecnico un motivo in più per vivere con poca tranquillità i passaggi fondamentali della stagione. Così è stato quando la Roma si è avvicinata al primo posto in classifica a meno uno dalla Juventus per poi scivolare con una serie di pareggi a meno sette (grazie anche alla benevolenza dei bianconeri che non hanno sfruttato due occasioni per allungare ulteriormente). Così è successo nella gara contro il Manchester City per rimanere in Champions e così in Coppa Italia contro la Fiorentina di Montella, subendo una sconfitta casalinga per due reti a zero. Nell’ambiente serpeggia il malumore non solo per i risultati, ma proprio in virtù delle promesse e ostentazioni di fiducia di inizio stagione da parte dell’allenatore. In più Garcia sembra ultimamente aver cambiato strategia mediatica puntando tutto sugli infortuni. Nelle recenti conferenze stampa ha infatti sostenuto sempre più la tesi che le cause del calo di prestazione della Roma sono le numerose assenze.  Ora con l’Europa League ci sono buone possibilità di andar a vincere un titolo anche se l’1 a 1 casalingo con il Feyenoord non è certo incoraggiante. Quella del 22 giugno è stata più una maledizione che una profezia?

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