Le avversarie delle italiane in Europa League

L’Europa League di quest’anno è una competizione ricca di squadre blasonate ed è soprattutto la coppa delle italiane visto che, delle 32 squadre in corsa, il più nutrito drappello è quello tricolore, con 5 squadre, seguito da Inghilterra, Spagna e Olanda con 3. Nonostante ciò, e con l’ovvia assenza di “derby” nazionali per motivi regolamentari, soltanto l’Inter ha dei precedenti con il proprio avversario e che precedenti! Non molti di numero, a dire il vero, solo tre partite per due sfide, ma importantissimi. Si comincia col botto: siamo a fine maggio del 1967, la Grande Inter di Moratti ed Herrera è alla sua terza finale di Coppa Campioni in quattro anni, ottenuta superando ai quarti i rivali di sempre del Real Madrid, espugnando il Bernabeu imbattuto da cinque anni. Mattatore della sfida il giovane Cappellini, autore di due gol sui tre segnati alle Merengues (la terza è un’autorete di Zoco). Poi è arrivata la vittoria risicata, allo spareggio, con il CSKA Sofia e ora, per vincere la terza coppa, non resta che superare il giovane Celtic di Jock Stein allo Stadio Nazionale di Lisbona.

È un’Inter sempre forte ma stanca, quella che arriva alla fine di una stagione importante, combattuta sui nervi, che porterà i nerazzurri a mancare tutti gli obiettivi all’ultimo atto, in pochi giorni. Dall’altra parte c’è l’entusiasmo della prima squadra britannica ad andare in finale di Coppa Campioni, seguita in Portogallo da tantissimi tifosi, ma il Mago non ha dubbi: vincerà l’Inter. È Mazzola su rigore ad aprire le danze, però man mano che i minuti trascorrono il Celtic cresce e Sarti fatica sempre più a mantenere la porta inviolata. Inevitabile arriva il pari di Tommy Gemmell, al 62’, con una bomba da fuori. Sarti fa i salti mortali per salvare almeno il pari, ma a cinque dalla fine un tiro di Murdoch è deviato sotto porta da Stevie Chalmers. È il 2-1 finale e il canto del cigno della Grande Inter, che perde anche lo scudetto a vantaggio della Juventus e nasce il mito scozzese dei “Leoni di Lisbona”. Tempo cinque anni e, con presidente (Fraizzoli) e allenatore (Invernizzi) diversi, l’Inter incontra i rivali, stavolta in semifinale. L’andata a Milano termina 0-0, l’Inter reclama un rigore, ma dopo i fatti della “lattina di Mönchengladbach” secondo gli interisti l’UEFA è mal disposta nei loro confronti. Il ritorno si preannuncia proibitivo, manca Boninsegna infortunato e col numero 9 gioca Bertini. La difesa però tiene e si va ai rigori, segna Mazzola ed è fatale l’errore di Deans, perché poi tutti trasformano il loro penalty e l’arbitro, il tedesco Glöckner, per regolamento fa battere anche il quinto degli scozzesi, ininfluente. L’Inter poi perderà la finale con l’Ajax, un 2-0 senza attenuanti. Per i nerazzurri, il bilancio con le squadre scozzesi (oltre al Celtic, Rangers e Hearts) è di 5 vittorie, 3 pareggi e altrettante sconfitte, 15 gol fatti e 8 subiti; il Celtic contro le italiane ha un record di 5 vinte, 7 pareggiate e ben 11 perse, con 11 gol fatti e 17 subiti.

Non si sono mai incontrate invece Torino e Athletic Bilbao, ma lo scontro è affascinante perché mette di fronte due squadre dal grande passato, che si identificano con la comunità in cui sono inserite. È contro una squadra spagnola, inoltre, che il Toro ha raggiunto l’apice della sua storia europea quando, guidato da Emiliano Mondonico, ha eliminato il Real Madrid nella semifinale di Coppa UEFA 1991/92, quella poi conclusa in modo amaro con l’Ajax. Sconfitti 2-1 al Bernabeu, i granata vincono 2-0 al ritorno grazie all’autogol del brasiliano Ricardo Rocha e alla rete di Fusi. Il bilancio del Torino con le spagnole è in parità nelle partite giocate, 5 vittorie e 5 sconfitte, ma a parte l’exploit con il Real sono arrivate solo eliminazioni. Anche l’Athletic ha raggiunto il top contro un’italiana, la Juve, contro cui ha perso la finale di Coppa UEFA 76/77 per “colpa” dei gol in trasferta. Il bilancio con le italiane però è positivo (8v, 3n, 5p) compreso il favorevole incontro col Napoli ai play-off di Champions League di quest’anno.

Il Napoli, appunto. Avversario dei partenopei è il Trabzonspor, stessa coppa e stesso turno, ma un anno dopo lo scontro tra i turchi e l’ultima italiana incontrata, la Juve. Tre vittorie, cinque pari e sei sconfitte contro le squadre del Bel Paese, con 13 gol fatti e 17 subiti. La vittoria in casa dell’Inter nel 2011 è il risultato più prestigioso, che non ha impedito però alla squadra di Trebisonda di essere eliminata dalla Champions. Gli azzurri di Benitez sono invece al battesimo di fuoco contro una squadra turca. La Roma incontra il Feyenoord per la prima volta, finora con le squadre dei Paesi Bassi sono arrivate una vittoria (in Coppa Coppe 69/70 con il PSV), un pari e due sconfitte. Con la squadra della Philips i giallorossi passano gli ottavi al sorteggio (non ci sono ancora i rigori), dopo la vittoria casalinga firmata da Capello su rigore arriva il medesimo risultato a Eindhoven siglato da Van der Kuylen. Con l’Ajax invece la sfida è datata 2002-2003, è la seconda fase a gironi di Champions, l’andata all’Amsterdam Arena è vinta dai Lancieri 2-1 (Ibra, Litmanen per l’Ajax, Batigol per la Roma), il ritorno finisce 1-1 (Van der Meyde, Cassano): l’Ajax va ai quarti, la Roma no. Per il Feyenoord, 6 vittorie, 3 pari e 6 sconfitte con le squadre italiane, considerando anche i cinque scontri col Vicenza (una in Coppa Benelux, quattro in Coppa Piano Rappan, tutte negli anni ‘60). Nelle competizioni UEFA, il Feyenoord ha eliminato una squadra italiana in due delle tre coppe vinte (il Milan in Coppa Campioni 69/70, l’Inter in Coppa UEFA 2002).

Anche Tottenham e Fiorentina non si sono mai incontrate, ma innumerevoli sono i precedenti che hanno con le connazionali del prossimo avversario. In particolare la Fiorentina (bilancio totale di 6v, 4n, 9p) ha incontrato già due londinesi: il West Ham nella vittoriosa per i viola Coppa di Lega Italo-Inglese e l’Arsenal in Champions nel 1999/2000, con uno 0-0 a Firenze e la vittoria storica a Wembley al ritorno, 1-0 con gol e smitragliata di Batistuta. Il Tottenham, dal canto suo, ha giocato con le italiane 13 volte, vincendo 6 partite, pareggiandone 4 e perdendone 3. Spiccano la semifinale col Milan nell’anno della prima Coppa UEFA vinta dagli Spurs e, di recente, i doppi confronti in Champions (2010-11, contro l’Inter 3-4 e 3-1 nei gironi di Champions per poi eliminare il Milan agli ottavi con 1-0 totale) ed Europa League (doppio 0-0 con la Lazio nel girone ed eliminazione dell’Inter ai sedicesimi, 3-0 a White Hart Lane e 1-4, dopo supplementari, a San Siro).

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