Juve-Lazio 2004, il precedente. Quando trionfò la Lazio con Mancini

Mareca gioca nel Palermo, anche se a corrente alternata. Nedved è un dirigente della Juventus. Del Piero rivedrà il campo in occasione di un match benefico, incrociandosi con Andrea Agnelli e John Elkann sul manto erboso dello Juventus Stadium. Mihajlovic è l’allenatore di una buona Sampdoria, in attesa di conoscere il futuro che lo vorrebbe a Napoli (forse sì, forse no). Quanto a Mancini, l’attuale mister dell’Inter all’epoca era già impegnato al lavoro dalla panchina ma era in un’altra squadra e in un’altra città.

Sono questi alcuni dei protagonisti della finale di ritorno di Coppa Italia tra Juventus e Lazio nella stagione 2003-04. Oggi impegnati sotto diversi fronti e con altre mansioni da quelle di allora. All’epoca, invece, combattevano da una parte e dell’altra per aggiudicarsi un trofeo che – a differenza di quello in palio nel 2015 – aveva un altro significato. Oggi le due contendenti possono considerarlo un capitolo importante ma minore di una stagione condotta ad altissimo profilo, con la Juventus campione d’Italia e sorprendentemente finalista di Champions League, mentre la Lazio potrebbe conquistare la piazza d’onore in campionato o un terzo posto che la porterebbe a futuri viaggi nell’Europa più nobile.

Nel 2004, invece, i bianconeri si presentarono con l’idea di riscattare una brutta stagione attraverso una non facile rimonta da compiere davanti al proprio pubblico. Il 2-0 rimediato all’Olimpico pesava non poco, ma ancor più contava la sensazione di sfarinamento, per non dire di chiusura d’epoca, con lo scudetto lasciato al Milan, un’eliminazione in Champions agli ottavi di finale e Marcello Lippi all’ultima presenza al Delle Alpi in qualità di allenatore bianconero. Quanto alla Lazio, il sesto posto in campionato e la conclusione da ultima nel girone di Champions, preceduta da Chelsea, Sparta Praga e Besiktas, diceva molto di un cammino accidentato e faticoso, che la Coppa Italia poteva riscattare in extremis. 

La partita è vibrante. Il merito è della Juve, che riesce a riaprire le possibilità di una rimonta già nel primo tempo grazie a un gol capolavoro di Trezeget. Il francese effettua una torsione da fermo, si avvita senza saltare su un pallone calciato da Birindelli. E’ una frustata., più che un colpo di testa e Sereni ci pò fare poco. A inizio ripresa, è Del Piero a pareggiare i conti con il verdetto dell’andata. Lo fa con un tocco a porta vuota, originato dalla respinta del portiere.

Ma il vento bianconero non spinge abbastanza per spingere ulteriormente la squadra. E la Lazio colpisce. Lo fa due volte, mettendo in evidenza il gioco aereo nel quale eccelle Corradi. Il bomber colpisce di testa da calcio d’angolo, sovrastando nettamente un Legrottaglie troppo timido. Basterebbe già per portare a Roma la Coppa, ma Corradi è protagonista in occasione del pareggio, facendo da sponda per l’inserimento puntuale di Fiore. E’ il sigillo definitivo per un successo che salva una stagione e condanna la Juve a un’annata in minore, con l’eccezione della Supercoppa conquistata d’estate in terra americana.

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