Milan-Fiorentina sarà la sua partita? 

 

Il miglior Borja Valero risale a due anni fa, quando lo spagnolo si impose nel nostro campionato diventando il leader tecnico di una frizzante Fiorentina. Non sbagliava una partita e, soprattutto, svolgeva una tale quantità di compiti che per lui si poteva davvero spendere il termine “tuttocampista”, neologismo brutto ma efficace per spiegare la completezza delle sue funzioni.

Quel giocatore speciale non si è rivelato altrettanto efficace nello scorso campionato, soprattutto per la flessione registrata nella seconda parte. Ma è indubbio che stiamo ancora parlando di una certezza. Oggi quei giorni sono lontani, non c’è né inventiva né continuità nelle sue giocate e quando a Torino si è visto Montella sostituirlo per lo stupore dei troppi errori commessi, qualcuno ha anche scritto che si trattava per l’allenatore viola di una scelta “sacrosanta”.

Pensare a un’impresa della Fiorentina a San Siro con il Milan appare davvero difficile per la gara di domenica sera. Non tanto per l’oggettivo miglior momento della formazione di Inzaghi, certificato anche dalla classifica. E’ la legge dei grandi numeri che fa pensare che prima o poi la striscia di vittorie consecutive dei toscani vada a interrompersi. Iniziata nel 2012 (ed è costata lo scudetto al Milan di Allegri), è proseguita nelle stagioni successive con due risaultati netti: 1-3 e 0-2.

Proprio nell’ultimo Milan-Fiorentina 0-2 si è assistito a un confronto che ha visto andare in rete (una per tempo) il peruviano Vargas (che ha segnato anche giovedì sera in Grecia in Europa League) e per l’appunto l’iberico Borja Valero, bravo a raccogliere una respinta del portiere Gabriel. Di tempo ne è trascorso da quel giorno, ma ancor più di sentimenti, non tutti positivi. E se fosse la nostalgia il motore neanche troppo segreto per rivedere all’opera un grande giocatore?

CONDIVIDI