Ultimo anno del grande ciclo di Arrigo: Milan-Lazio 3-1. Proprio come l’esordio di Super Pippo…

Le coincidenze aiutano a vivere meglio (non è detto che sia sempre così, ma suona bene dirlo). Perciò, il debuttante Inzaghi può essere molto felice che la sua prima prova sia una ripetizione quasi in tutto e per tutto di un Milan-Lazio giocato il 17 febbraio 1991. D’accordo, il grande ciclo rossonero andava spegnendosi, ma stiamo pur parlando di una squadra straordinaria che avrebbe regalato un periodo di rinnovato splendore ai suoi tifosi. Identico il punteggio (3-1), il verdetto del primo tempo (1-0), l’ordine delle reti e le porte dove sono state segnate. Laddove ieri Honda ha colpito su assist di un imprendibile El Shaarawy, ci fu Van Basten a deviare di testa un cross dall’altra fascia di Gullit. Treccina raddoppiò a inizio ripresa su un lancio perfetto di Baresi e anche domenica è stato un difensore (Abate) a ispirare la zampata di Muntari. Il 3-0 non è avvenuto su rigore come nella versione attuale, ma è stato originato dall’ennesima invenzione di Van Basten che ha consegnato il pallone a Massaro. E siccome nel 1991 autogol i milanisti non ne facevano (Alex invece sì), ci pensò l’argentino Troglio a firmare il punto della bandiera con un missile da 30 metri che susciterebbe invidia a Candreva (che provare ci ha provato, visto che è stato il giocatore ad avere effettuato più conclusioni in porta. Ma si è anche sbagliato un rigore che avrebbe potuto regalare al match qualche secondo di brivido finale)

CONDIVIDI