9 gol in una partita fanno notizia. Di solito avvengono a fine stagione. Invece, nel 1997, sono capitati nella prima gara dell’anno e Mihajlovic era in campo con tanti colleghi allenatori di oggi

Alberto Zaccheroni contro Sven Goran Eriksson, Udinese contro Sampdoria. Il 5 gennaio del 1997 il Friuli sembra una versione nostrana della Liga, dove si è abituati a piogge di gol. 9 reti, in una gara memorabile anche per la qualità di alcune realizzazioni. Apre Mancini dopo 5 minuti e chissà se lo ricorda, il mister oggi in Turchia che potrebbe anche tornare in Italia. Raddoppia Montella con un sinistro all’incrocio, l’allenatore della Fiorentina corteggiato da tanti. Poi ancora il Mancio e quindi Amoroso a riaprire la gara, chiusa ancora dal fantasista blucerchiato, ma ancora in vita per il gol  di Cappioli che chiude il primo tempo sul 2-4.

La ripresa si mantiene coerente con i primi 45 minuti. Amoroso avvicina i padroni di casa, Montella li respinge ulteriormente, Bia dal dischetto chiude i conti su un generoso e divertentissimo 4-5. In campo c’è anche Mihajlovic, perno della difesa ligure, impegnato a salvare diverse situazioni intricate perché il bello della gara è che le reti avrebbero anche potuto essere di più. Non sarebbe strano che l’evento si ripetesse nell’ultima giornata dell’attuale campionato. Le premesse ci sono tutte, non tanto perché Mihajlovic avvicina le due epoche, ma per come l’Udinese nell’ultimo impegno davanti al proprio pubblico ne abbia rifilate 5 al derelitto Livorno e – parimenti – la Sampdoria sia reduce da altrettanti gol incassati con il Napoli.

La vera suspense sarà verificare come reagiranno i radiocronisti, poco abituati a commentare così tanti centri. Nel 1997, in Tutto il calcio minuto per minuto andò in confusione all’ottava segnatura, dicendo che il parziale era di 2-5. E neanche a richiesta dello studio centrale di una correzione, cambiò idea. Bisogna essere attrezzati per certe vicende così bizzarre.

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