Un gruppo mai appagato guidato da un allenatore intelligente: Juventus campione d’inverno

Ancora una volta nella sua storia, Juventus campione d’inverno. E’ successo in 27 stagioni e per 21 ha poi vinto lo scudetto (19 per altri, dipende da che parte della bilancia della giustizia si guarda): insomma la ventottesima conferma in questo platonico ma non certo inutile traguardo, può permettere ai tifosi della Juventus di nutrire non poche speranze nella conquista del 33° scudetto (31° per chi guarda la bilancia nell’altro modo).

Finito di dare i numeri, cerchiamo di capire e dare qualche interpretazione ai fatti. I bianconeri hanno iniziato la stagione con uno shock non da poco: dopo due giorni di ritiro, il condottiero che aveva portato la Juve da due settimi posti alla conquista di tre scudetti consecutivi e relative due Supercoppa italiane, Antonio Conte, lascia la società. La dirigenza in un baleno trova il sostituto, il migliore possibile sulla piazza in quel momento, ma che, almeno a luglio, non sembrava poter dare le stesse garanzie del suo vulcanico predecessore. Allegri ha avuto l’intelligenza e l’abilità di entrare in punta di piedi in un gruppo estremamente compatto, di apportare lentamente e progressivamente alcune modifiche all’assetto tattico della squadra, tanto da trasformarla completamente nell’arco dei primi sei mesi di questa stagione, senza mai dare l’idea di uno stravolgimento (il passaggio dal 3 5 2 al 4 3 1 2 è solo l’aspetto più evidente di questi cambiamenti), e di continuare a tenere su di giri un gruppo che, secondo molti (soprattutto gli avversari), poteva accusare un po’ di fatica e soprattutto di appagamento dopo tre anni di vittorie.

Una maggiore libertà ai giocatori e un insistere costantemente sul tasto della qualità del gioco, hanno permesso ai tifosi bianconeri e in generale agli appassionati di calcio, di gustare grandi giocate e gol di straordinaria fattura. A partire dal primo veramente importante della stagione quello di Carlitos Tevez a San Siro contro il Milan, per quella che veniva già definita una partita scudetto alla terza giornata di campionato. La prodezza di Buffon a Bergamo che non solo para un rigore ma dà anche avvio al gol del raddoppio di Tevez, in una partita finita poi 3 a 0 con la prima rete del nuovo acquisto Alvaro Morata.

La splendida rete di Bonucci che regala i tre punti più importanti della stagione contro la Roma. Il primo gol in campionato di Vidal contro il Palermo e il primo di Llorente sempre nella stessa partita. Tevez, goleador bianconero e del campionato sino a questo momento, fa esplodere di entusiasmo lo Juventus Stadium nel 7 a 0 con cui i bianconeri liquidano il Parma di Donadoni. Paul Pogba è l’assoluto protagonista all’Olimpico di Roma contro la Lazio: due prodezze che stanno a dimostrare la costante crescita del giovanissimo talento francese. Tecnica ma tanta freddezza accompagnano Pirlo in uno dei gol più importanti nella storia dei derby della Mole: a pochissimi secondi dallo scadere regala tre punti contro il Torino di Ventura con una splendida conclusione da fuori area. Infine Pogba e Vidal protagonisti al San Paolo di Napoli nella gara che incorona la Juventus campione d’inverno per la ventottesima volta nella sua storia.

La Roma, rispetto a quella della passata stagione, sembra più matura e tignosa: difficilmente mollerà la presa e rimarrà attaccata alla capolista per tutta la stagione. Un girone di ritorno tutto da seguire, sperando che le belle giocate superino di gran lunga i veleni e le polemiche che quando Juventus e Roma si contendono uno scudetto sono puntuali come le tasse.

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