Il Palermo fu fatale anche per il Cagliari dello scudetto

Che Palermo non sia proprio il miglior campo dove Zola può esordire è del tutto evidente dall’andamento dei rosanero, apparsi brillanti e con una coppia d’attacco quale quella formata da Dybala e Vazquez davvero di altissimo profilo. Ma oltre al presente, anche il passato può servire al mister sardo per preparare tutti gli accorgimenti del caso.

Basti pensare che persino nella mitica stagione dello scudetto, nel 1969-70, nonostante i siciliani fossero ultimi in classifica (e destinati alla retrocessione), il Cagliari perse 1-0 per effetto del gol di Troja cinque minuti prima dell’intervallo. Ed il bello è che per i futuri campioni d’Italia quello fu il primo stop in campionato, preso con tranquillità dall’allenatore Manlio Scopigno, non a caso definito “filosofo”: “E’ stata una sconfitta meritata e un risultato giustissimo. Il Palermo ha fatto gioco e creato numerose occasioni da gol. Noi avevamo Riva con qualche linea di febbre e non abbiamo potuto fare di più”. E mentre lo stesso bomber rivelava di essere rimasto stupito dal rendimento dei padroni di casa, il centravanti Gaetano Troja, palermitano di nascita, scaricava tutta la rabbia accumulata in settimane di tensione e si metteva a versare lacrime di gioia: “Sono felice perché ho segnato in una partita che abbiamo vinto e questo non mi succedeva da anni”.

Una rete, peraltro, di quelle che non si vedono praticamente più nel calcio di oggi, con un tuffo di testa a mezza altezza raccogliendo un cross di Pellizzaro, un gesto d’istinto che Tanino festeggia correndo come un pazzo. Un exploit indimenticabile, come confessò lo stesso Troja a molti anni di distanza: “Anche volendo non potrei. La gente mi ferma in strada e mi ricorda ancora quel gran gol segnato sul campo ridotto a una pozzanghera”.

CONDIVIDI