1994: un’altra mezzora di Mondiale entrata nella Storia

Nell’umiliante 7-1 preso dalla Germania, oltre all’entità del punteggio, spicca il fatto che la gara sia stata una disfatta per i verde-oro già nella prima mezzora, con 5 gol che hanno dato subito il segno della Storia. Visto l’esito e le colpe, anche l’Olanda timorosa e iperdifensiva della semifinale avrebbe il dovere di riconciliarsi con il calcio (non siamo dire quello totale) dando vita a una finale di consolazione vibrante, dove si gioca per vincere senza accorgimenti tattici soffocanti.

A tal proposito, il modello di partita esiste già, Basta riproporla. Ci riferiamo ai quarti di finale esattamente di 20 anni fa.  Brasile in maglia blu, Olanda in maglia bianca, primo tempo senza acuti e poi, dal minuto 53 all’81, un’esplosione di adrenalina e grandi giocate. Ad aprire le danze è Bebeto, che se ne va via sulla sinistra sorprendendo la linea alta della difesa di Advocaat e mette al centro un pallone che Romario non può non depositare in rete. E prima di chiedersi chi oggi possa interpretare la parte delle due stelle verde-oro di Usa ’94, ecco sopraggiungere il ricordo del raddoppio, con Bebeto che scarta tutti, compreso Van der Sar, per poi dedicarsi a simulare una ninna nanna per celebrare il 2-0.  Ma l’Olanda non è addormentata. Anzi, proprio il suo uomo più stiloso, talvolta però lontano dai giusti toni agonistici, la prende per mano. E’ Bergkamp infatti a inventarsi il gol del 2-1 con un’incursione dalla sinistra. E’ la svolta: Taffarel esce in grave ritardo su un calcio d’angolo e Winter di testa firma il 2-2.

Il finale è fantastico. Branco prende palla, avanza travolgendo un avversario (che se ne lamenta), s’infila in mezzo a due e guadagna una punizione dalla lunga distanza.  Roba buona per il suo sinistro: la sfera, calciata a mezza altezza., buca la barriera e va a incocciare sul palo interno, nonostante Van der Sar cerchi d’intercettarne la traiettoria. Si chiude così la più bella ed avvincente partita del Mondiale statunitense.

Bergkamp, Winter, Branco, Taffarel, Van der Sar. Tutta gente che ha giocato in Italia. Ma questa è un’altra storia, di quando non eravamo ai margini né del Mondiale, né del calcio che conta

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