Walter Mazzarri, esonerato a metà novembre, era partito con le solite frasi d’amore a tifosi e società

“Ho deciso di prolungare perché ho sentito la fiducia della società e perché sono d’accordo sul progetto che inizia quest’anno. Siamo pronti a lavorare e a sorprendere positivamente i tifosi

Queste le dichiarazioni di Walter Mazzarri nella prima conferenza stampa della nuova stagione nerazzurra. Pochissime parole in cui si insidiano numerose inesattezze: la fiducia della società, l’essere d’accordo sul progetto e il sorprendere positivamente i tifosi. Sull’essere pronti a lavorare nulla da dire: probabilmente la volontà di sudare i giocatori dell’Inter l’hanno messa sia in allenamento che in campo nelle partite. La fiducia nella società e il credere nel progetto sono le due classiche uscite che fai ad inzio stagione. Forse bisognerebbe essere più accorti perché le parole, nel calcio e non solo, rimangono scolpite nella testa di molti, e di allenatori esonerati quasi a inizio stagione, Mazzarri lo è stato a metà novembre, e che prima avevano parlato di idillio con la società ne sono piene le cronache. In realtà con i tifosi nerazzurri il feeling non è mai nato. Un quinto posto non esaltante la passata stagione, un non grande trattamento per Javier Zanetti nella sua partita d’addio (tenuto per quasi un’ora in panchina), tante lamentele per giustificare i risultati non esaltanti, dalla pioggia alla sfortuna, dal vento al campo e all’arbitro, anche se in quest’ultimo caso ne società ne tifosi si sono sentiti colpiti nell’orgoglio essendo la lamentela arbitrale piuttosto insita nel dna nerazzurro. Un rapporto strano con Moratti che lo aveva voluto ma che è stato il primo a scaricarlo e Thohir che non si è mai capito abbia agito per conto del vecchio patron o per sua iniziativa. Insomma i tifosi alla fine preferivano Stramaccioni, meno esperto mai più da pazza Inter, mentre il tecnico toscano in panchina sembrava sempre e solo indiavolato con il mondo, tanto da far intendere che, dopo l’esonero, potrebbe finirla qui con il calcio. E veniamo allo stupore dei tifosi: finita la partita contro il Sassuolo persa per 3 a 1 tra giocatori e tifosi non ci sono stati tanti complimenti reciproci, e la sopresa per i sostenitori nerazzurri forse è nata solo nel vedere i propri giocatori rispondere a rima ai loro insulti. Ma qui il buon Mazzarri non ci può fare nulla, sulla panchina ora siede Roberto Mancini, che da quando ha preso la guida della squadra ha fatto molti meno punti del suo predecessore, che forse non credeva al progetto ma sul quale probabilmente la società doveva continuare ad avere fiducia.

CONDIVIDI