Inter-Palermo come nel 2006

Il 3-0 sul Palermo, sebbene non privo di difetti, dice che l’Inter è sulla via della guarigione. Merito di Mancini, che con il 4-3-1-2 ha finalmente cucito l’abito giusto per la squadra, che ha confermato quanto di buono aveva già evidenziato nella gara infrasettimanale di Napoli, nonostante l’esito negativo del quarto di finale di Coppa Italia. Successe la stessa cosa nel gennaio 2006, quando a San Siro un buon Palermo – allenato all’epoca da Del Neri – mise in difficoltà i nerazzurri colpendo anche un palo con il futuro campione del mondo Barone (ieri stessa sorte è toccata a Vazquez), chiuse il primo tempo comunque sotto di un gol e finì la gara travolto da un 3-0 che mise in evidenza la buona salute dei padroni di casa. Guidati, guarda caso, dallo stesso mister di oggi, unico superstite di quell’epoca.

A proseguire la coincidenza di risultato e di dinamica per arrivare a maturarlo con simili proporzioni, c’è anche il nome del marcatore. D’accordo, Cambiasso non è colombiano come Guarin, né tantomeno è reduce da una settimana travagliata come quella passata adesso dopo la sconfitta e le contestazioni con il Sassuolo. Ma connazionale del Guaro fu l’uomo assist, Ivan Cordoba, bravo nella sponda aerea per il centrocampista argentino, anch’egli puntuale all’appuntamento di testa. Quanto alla ripresa, i due gol che misero al sicuro la partita furono siglati ancora da Cordoba con una deviazione da calcio d’angolo e dal portoghese Figo con un velenoso tiro-cross che sorprese il non impeccabile Lupatelli.

La parte di Icardi, mattatore della serata di ieri con una doppietta e con il mancato festeggiamento, non riuscirono a farla gli attaccanti. Né l’argentino Cruz, né il brasiliano Adriano furono autori di una prestazione convincente. L’Imperatore, in particolare, si trovò sottoposto a un rigido controllo da parte dell’attenta difesa rosanero. Ma quel che risultò più grave, avvenne nella ripresa, quando il partner d’attacco gli fornì un passaggio d’oro per presentarsi davanti al portiere, ma Adriano sprecò tutto sparando alto. In quell’Inter l’unico italiano in campo in quella serata era Favalli. Sotto questo profilo, la squadra di Thohir ha già raddoppiato la quota di giocatori nostrani, sempre nel reparto difensivo, aggiungendo Santon a Ranocchia.

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