Come sconfiggere l’Olympiacos 2-0

Nella Coppa dei Campioni 1967-68 la Juventus si fermò in semifinale, al cospetto di un Benfica troppo forte, trascinato da Eusebio. Un risultato che oggi verrebbe salutato a Torino con grande soddisfazione e per arrivarci la prima tappa è esattamente la stessa di quell’edizione: Juventus-Olympiacos. All’epoca i greci rappresentarono il primo ostacolo da superare, dopo uno 0-0 strappato ad Atene. Al ritorno, in un Comunale che ospitava  40.000 spettatori, gli stessi che ci saranno allo Juventus Stadium, il verdetto fu favorevole ai bianconeri grazie a un perfetto 2-0, esattamente lo stesso risultato che permetterebbe ad Allegri di andarsene a dormire con il sorriso.

Quella era la Juve di Heriberto Herrera, mister che pretendeva movimento continuo dalla squadra, un ingrediente che forse manca un po’ a Pirlo e compagni. Ma per vincere servì anche la giusta dose di nervi saldi, poiché la partita venne subito scaldata da una serie di falli che non fecero altro che prolungare le scorrettezze già registrate nel match d’andata. Gli assembramenti di giocatori intenzionati a dirsele e a darsele iniziarono a diradarsi con il gol segnato da Gianfranco Zigoni, furbo nel cogliere una chiara indecisione del portiere Valianos, non proprio un emulo del super Roberto che ha parato tutto il parabile e pure di più all’andata.  A inizio ripresa, arrivò la rete della sicurezza per i padroni di casa, con gol di testa di Giampaolo Menichelli, ala sinistra. Per la serie: a fare la differenza fu la coppia di goleador, il 9 e l’11. E anche la capacità di mettersi nei giusti binari appena cominciate le due frazioni di gioco.

Il placido Max non ha certo il carattere dittatoriale di HH2, com’era ribattezzato il mister paraguayano, ma ispirarsi a lui potrebbe essere la chiave giusta per andare avanti in Europa.

 

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