La tripletta dell’austriaco Toni Polster alla Sampdoria

Chissà se a Genova, sponda blucerchiata, qualcuno l’ha mai sentito cantare in qualità di front man del gruppo pop austriaco Achtung Liebe. E chissà se lo ricordano, quel giorno da incubo nel quale l’allora centravanti del Toro Toni Polster riuscì nell’impresa di realizzare una tripletta ai danni della Sampdoria. Che, fra l’altro, è un exploit non banale, al di là dell’esito della partita, trionfale per i granata con un 4-1 più che rotondo. Perché il bomber che avrebbe dovuto proseguire, rafforzare, rinverdire la fama del connazionale Walter Schachner, non andò oltre 9 reti nel suo primo e unico campionato trascorso in Italia. Il che, fatti semplici conti, significa che ai genovesi ha realizzato un terzo del suo bottino complessivo: più che una statistica o una curiosità, si può parlare di beffa o di incubo per chi l’ha subita.

Ma la giornata incredibile di Toni Polster non apparve tale al pubblico dell’allora Comunale. In patria, infatti, il bomber era un’autentica macchina da gol, capace d’inserirsi addirittura nei posti di vertice della Scarpa d’Oro, la certificazione di bomber di primissimo livello sul continente europeo. E anche verificando ciò che farà in seguito, oltre al suo percorso in nazionale, l’austriaco non ha mai tenuto una media realizzativa bassa, a eccezione del finale di carriera nel Salisburgo. Se poi si aggiunge che quel 4-1 rifilato alla Sampdoria (di Ezio Rossi e Gianluca Vialli gli altri gol della domenica) arrivava dopo la rete all’esordio ad Avellino ed era la prima gara di campionato davanti alla Curva Maratona, c’è da considerare l’evento qualcosa di realmente memorabile. Chi c’era lo ricorda.

Eccola la tripletta. Primo gol da “affamato”, come si direbbe oggi. Toni Polster va a calciare una punizione di sinistro. Barriera nutrita, tiro che va a sbattere sul muro sampdoriano, si origina una mischia e Toni si butta in mezzo e la risolve centrando la porta. Tifosi in delirio, sono trascorsi appena 6 minuti. Secondo tempo: sul risultato di 2-0, Polster viene lanciato in profondità. Entra in area sulla destra, ha davanti Vierchowod (non proprio un ostacolo facile), prova a superarlo, la palla carambola e nuovamente si dimostra lesto di riflessi precedendo l’avversario con un tiro a giro imparabile. Il copione si ripete su un altro contropiede. E, anche in questo caso, lo zar blucerchiato è costretto alla resa: sul piano fisico Toni Polster dimostra di avere una marcia in più, sfugge al tentativo di trattenuta ed è lui a spostare il diretto controllore prima di battere Bistazzoni con una conclusione rasoterra.

Ma chi è capace oggi di una performance simile? E soprattutto: date le polemiche in casa Toro rispetto al mercato (sebbene le recenti vittorie sembrino attenuare l’urgenza di mosse “pesanti”), qualcuno accetterebbe un bell’attaccante austriaco da coccolare per rivivere la leggenda (solo iniziale) di Toni Polster?

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