Lazio-Inter gara decisiva per la Champions. Il ricordo della doppietta all’Olimpico di Bruno Giordano nella stagione 1976-77 

Da un lato la voglia di partecipare alla Champions League prossima, possibilmente senza passare dai preliminari estivi e con l’immenso piacere di obbligare i cugini della Roma a un doppio confronto che può anche costituire una trappola. Dall’altro l’obbligo di dare segnali per un finale di stagione che certo non può consolare per quanto visto precedentemente – per stessa ammissione di Mancini – ma che proprio al tecnico può fornire indicazioni importanti per la squadra che dovrà costruire. Questi i temi di fondo di Lazio-Inter di domenica sera ed è del tutto evidente che sono i padroni di casa ad avere molte più motivazioni. Ed anche da perdere: in quest’ultimo periodo i ragazzi di Pioli hanno denunciato il “braccino”, la “paura di vincere” che talvolta esiste dopo grandi rimonte e a contatto con imprese impensabili a inizio stagione.

La gente laziale coltiva da sempre il senso della propria storia. Perciò non sarebbe male, per scrollarsi da dosso un po’ di paura e trovare la giusta ispirazione, affidarsi al ricordo di una gara del 1976-77, quando Bruno Giordano firmò una doppietta all’Olimpico dopo avere già siglato il punto dell’1-1 a San Siro. E conviene ricordare che stiamo parlando di un ragazzo di appena 20 anni, che anche con queste prodezze fece capire di quale stoffa fosse il suo talento e la voglia di emergere.

Per la verità, il 2-1 ottenuto davanti al proprio pubblico non fu una passeggiata per i capitolini. Eppure, dopo appena 5 minuti, il bomber biancoceleste aveva trovato il modo per superare Bordon, anche se in maniera decisamente rocambolesca. Il pallone, infatti, per effetto di una conclusione di Garlaschelli colpisce violentemente il volto di Facchetti e stordisce il capitano nerazzurro. Giordano ne approfitta per battere a rete in una situazione di estrema tranquillità.

L’Inter reagisce prontamente alla situazione sfavorevole. Mazzola colpisce la traversa ed è la prova generale del pareggio, che arrivava grazie a un tiro di Anastasi deviato provvidenzialmente dal compagno Libera. Peraltro proprio Pietruzzu sarebbe stato considerato il principale responsabile della sconfitta dei nerazzurri da parte dell’allenatore Chiappella, che a fine gara non le manda a dire, individuando nella sua prestazione negativa il principale difetto della sua squadra. La Lazio, comunque, merita la conquista dei 2 punti della vittoria. Potrebbe anche arrivare prima se Viola non calciasse un rigore in maniera superficiale, permettendo al portiere interista di neutralizzarlo. Il momento decisivo arriva a sette minuti dalla conclusione. E l’azione è impeccabile, degna di certe soluzioni che anche la Lazio di oggi sa mettere in pratica: cross di Badiani, colpo di tacco a seguire di Garlaschelli e botta a colpo sicuro da parte di Giordano. E dire che il 9 idolo di casa non segnava dal mese di dicembre: ecco che cosa può suscitare un bel Lazio-Inter.

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