Quando le doppiette erano di Fabio Capello

4-0 come nel 1972. Lo Juventus Stadium come il Comunale, con due gol per tempo e un’impressione di superiorità talmente evidente da risultare quasi poco commentabile. Lo Juventus-Verona che chiude il girone d’andata dell’attuale campionato assomiglia molto a quello che alla seconda giornata di ritorno una piccola svolta per i bianconeri, che scattarono in vetta solitaria al campionato approfittando della caduta a Firenze del Milan di Rocco (stadio che Allegri si augura risulti altrettanto complice domenica prossima, visto che i viola ospiteranno la Roma).

A cambiare poco sono anche i commenti del dopo gara. Perché uno Juventus-Verona che finisce 4-0 fa comunque male nonostante la differenza di organico e di valori, tenendo conto di come al Bentegodi l’anno scorso i gialloblu siano riusciti a imporre il pari alla Vecchia Signora e di come nella seconda giornata del 1971-72 addirittura la Juve fu costretta alla sconfitta in occasione della prima trasferta di campionato. In settimana, dopo l’umiliazione subita in Coppa Italia con il 6-1 il presidente Setti aveva accusato la mentalità della squadra, esprimendo una valutazione non proprio in linea con le convinzioni di Andrea Mandorlini. All’epoca patron Geronzi non fece nulla per nascondere la rabbia per lo spettacolo al quale era stato costretto ad assistere. L’accusa verso la squadra fu duplice. Il primo capo d’imputazione era l’ingenuità, “Non si possono lasciare giocatori come quelli della Juventus smarcati davanti al nostro portiere Colombo”. Il secondo riguardava il rendimento deficitario di tutti gli undici tranne uno, il centravanti Mariani (del resto anche a Luca Toni, sul piano dell’impegno, si può rimproverare assai poco).

Quanto ai gol, ecco l’accostamento dei due Juventus-Verona.  Ad aprire le marcature è Novellini in spaccata, ben servito da un’iniziativa di Causio dalla sinistra. La rete di Pogba si fa preferire, non solo perché arriva subito, ma per l’imparabilità della conclusione. Il gol del 2-0 di Anastasi è un colpo di testa sul quale la difesa veronese appare già allo sbando, una condizione emotiva che è già rintracciabile anche nel raddoppio di Tevez di ieri sera. Capello segna di esterno destro il gol del 3-0 e sul piano della pregevolezza tecnica può essere accostabile all’exploit di Pereyra, considerando anche la velocità d’esecuzione. Infine, gol a tu per tu tanto di Capello che di Tevez, con suggeritori Marchetti e Marchisio, che quantomeno sul piano dell’assonanza sono assolutamente accostabili.

Se Juventus-Verona è una prova che la storia si ripete, allora lo scudetto sarà bianconero. Ma quello del 1972 aprì un ciclo di successi, questo non sarebbe altro che la sua glorificazione.

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