Vittoria di misura per i granata contro i russi dello Zenit: pesa troppo lo 0 a 2 dell’andata

Il Torino non ce l’ha fatta: il suo temperamento e il suo carattere che hanno permesso agli uomini di Ventura di tenere la qualificazione aperta fino alla fine non sono stati sufficienti di fronte alla maggior esperienza internazionale degli avversari.

Il primo tempo inizia su ritmi piuttosto lenti. Per evitare le ripartenze dello Zenit, Ventura chiede ai suoi attaccanti i non pressare troppo alto. Ne beneficia lo Zenit che nei primi venticinque minuti riesce a far trascorre il tempo con relativa tranquillità e tenendo la difesa alta mette spesso in fuorigioco Quagliarella e Maxi Lopez. L’unico brivido nasce da una punizione di Farneraud finita di poco a lato. Poco prima della mezz’ora i granata iniziano ad alzare il ritmo, giocando soprattutto sulle fasce con Darmian e Molinaro che riescono a portare la palla sulla trequarti avversaria e mettere in apprensione in un paio di circostanze una difesa tutt’altro che impeccabile. Maxi Lopez ha due occasioni su due palle sporche che non riesce a giocare con la sua solita reattività e arriva in ritardo all’appuntamento con il pallone. Sulla seconda l’uscita a vuoto su calcio d’angolo del portiere dello Zenit crea scompiglio in area russa: dalla mischia che ne nasce, ne Maxi Lopez, ne altri suoi compagni sono veloci a ribadire in rete con la porta sguarnita. Nel finale del primo tempo palla gol anche per Quagliarella che tutto solo non riesce a schiacciare di testa con forza verso la porta russa.

Il secondo tempo non sembra cambiare il copione. Lo Zenit di esperienza riesce a spezzettare la partita spendendo un sacco di falli tattici e di ammonizioni: ben sette tra cui anche il portiere Lodigin che ha iniziato a perdere tempo dal primo rinvio della gara. I russi cercano inoltre di fermare la partita per far trascorre il tempo, ogniqualvolta se ne presenta l’opportunità. A metà circa della ripresa il Torino sembra stanco e la maggior esperienza dello Zenit sembra venir fuori, con gli ospiti che fanno girare la palla cercando di congelare la gara. Ma i cambi di Ventura, dentro Martinez e Amauri per Molinaro e El Kaddouri, ridisegnando la squadra con un 4 3 3 a trazione estremamente anteriore, danno una scossa ai granata che vanno vicini al gol in più circostanze. Quasi sempre di testa e su calcio piazzato.

A un minuto dal termine proprio da calcio d’angolo, per l’ennesima volta in stagione, Glik segna di testa. Sono sei i minuti di recupero e il Torino, sospinto da un Olimpico infuocato getta il cuore oltre l’ostacolo, creando una palla gol clamorosa: Glick dalla sinistra centra in area, respinta corta della difesa dello Zenit e Quagliarella colpisce al volo, tiro sporco che diventa un perfetto assist per Maxi Lopez che di testa colpisce debolmente e si vede respingere la conclusione sulla linea di porta.

Poca esperienza e soprattutto l’espulsione di Benassi all’andata sono state fatali per i granata, che escono dall’Europa a testa alta e tra gli applausi dei propri sostenitori. E pensando a quel che capita a Roma e Milano non è poco.

Intervista a Kamil Glik dopo Torino-Zenit

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