Il classe ’94 del Manchester United subito protagonista con la casacca dei Red Devils. Tanta bravura, carattere e una storia tutta da raccontare quella di Depay

Ci sono ragazzi che, per far parte del calcio che conta, superano avversità e difficoltà. Le loro storie sono toccanti, emozionanti che fanno riflettere tutti, specialmente gli addetti ai lavori. Carlos Bacca, Rio Antonio Mavuba sono solo alcuni esempi di calciatori, bravi a lottare pur di coronare il sogno di giocare con una pallone tra i piedi. La storia di Memphis Depay è una di quelle da raccontare tutta d’un fiato, vuoi per le sue origini, per il suo carattere e per le squadre nella quale ha militato.

Moordrecht e la scelta del padre

Depay nasce il 13 febbraio del 1994 a Moordrecht, cittadina dell’Olanda del Sud famosa per aver insignito della carica di pastore Petrus Augustus de Génestet, poeta e teologo dei Paesi Bassi. Conosce pochissimo il padre perché, quest’ultimo, originario del Ghana, un bel giorno, senza nessun scrupolo, sbatte la porta di casa dicendo addio all’ormai ex moglie e a suo figlio. Un episodio che segna moltissimo il piccolo Memphis, di soli 4 anni, che ha un’infanzia difficile trascorsa nella maggior parte del tempo con i suoi nonni materni. Nel 2000, così, quando di solito i ragazzi si godono la giovinezza, il futuro calciatore inizia a militare nelle giovanili del Moordrecht, squadra con la quale si mette in mostra. Il talento c’è, ma il carattere è difficile da decifrare proprio per i suoi primi anni di vita difficili dovuti ai problemi di famiglia. Passa, così, allo Sparta Rotterdam, ma l’esperienza si conclude dopo pochi anni per alcuni grattacapi con Mike Snoei e Wiljan Vloet, i due tecnici che sedevano sulla panchina della compagine di Rotterdam. Le porte del calcio “dei grandi”, così, sembrano chiudersi per il giovane calciatore dai piedi buoni, anche se un bel giorno il destino va a suo favore grazie all’intuizione di una bandiera orange come Philippe Cocu.

PSV, gol e rap

Il club biancorosso e l’ allenatore saranno fondamentali per la crescita di Depay, ragazzo prodigio ma non ancora capito a fondo. Il PSV, così, lo fa giocare stabilmente con le formazioni giovanili, usando il metodo “bastone e carota” che non fa mai male soprattutto ai talenti di una certa età. In tutte le squadre del vivaio della società di Eindhoven, il classe ’94 è sempre sopra le righe con giocate da urlo prodotte con un ruolo ben definito: l’ala sinistra. In quella fetta di campo, l’elemento dalla pelle scura e dai capelli corti fa vedere di che pasta è fatto, ubriacando gli avversari della sua età con dribbling e gol sensazionali. Tutte caratteristiche che lo fanno notare da Fred Rutten, allora mister dei biancorossi, che lo fa debuttare in una gara di campionato contro il VVSB. Una sfida semplice e marchiata, guarda caso, dal gol di Depay, alla sua prima presenza ufficiale in prima squadra. Da quel momento in poi inizia l’ascesa per il numero 22 del PSV anche grazie all’avvento di Philippe Cocu sulla panchina dei “Boeren”, suo primo estimatore già dal lontano 2006. Con il nuovo tecnico, il calciatore nativo dell’Olanda del Sud gioca titolare la maggior parte dei match eliminando, di fatto, la scritta Depay sulla maglia. Il cognome del padre, che lo aveva abbandonato da piccolo, è una ferita aperta che evoca brutti ricordi, dunque meglio sostituirlo con il suo nome da battesimo: Memphis. Anche con questo cambio di programma, il calciatore adesso 21enne, capta le attenzioni di molti addetti ai lavori e di Louis Van Gaal, CT della Nazionale orange che, in virtù di alcune defezioni, lo convoca per il Mondiale in Brasile. Nella rassegna iridiata, 2 gol per lui e tanti complimenti per un giovane che ama il rap alla follia, tanto da girare un video musicale con i Rotterdam Airlines, noto gruppo olandese.

L’occasione chiamata Manchester United

La storia recente di Memphis è sotto gli occhi di tutti: il 1° luglio passa al Manchester United per circa 30 milioni di euro. Lo ha voluto fortemente Van Gaal, nuovamente sulla strada del talento che si è fatto conoscere durante l’andata dei preliminari di Champions League. Il Bruges, avversario dei “Red Devils” è finito al tappeto grazie a due reti e un assist confezionato dal nuovo numero 7 dello United. Qualcuno intravede in Memphis già il nuovo Beckham, ma piano con i paragoni. La strada da fare è ancora molto lunga, anche se, come dice il testo di una canzone dei Rotterdam Airlines, “Take Off”.

 

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