Il grande direttore d’orchestra: Platini è stato il calciatore francese più forte di tutti i tempi

Prima di lui il calcio francese era poca cosa. Ma con l’instaurazione della sua monarchia, Michel Platini è stato il Re del futbol e senza ombra di dubbio la situazione è cambiata radicalmente, come si è potuto certificare nel 1984 con il trionfale campionato europeo vinto in patria dai Blue guidati da un capitano in strabilianti condizioni di forma. Platini vanta a fine torneo il titolo di capocannoniere guadagnato con ben 9 segnature. La concorrenza viene stracciata. Basti pensare che il goleador più vicino ha un terzo delle prodezze di Le Roi Michel. Platini è nel pieno della sua maturità calcistica, fortificato dalle vincenti esperienze nel campionato italiano e dalla consapevolezza dei propri straordinari mezzi in tutte quattro gare della fase finale della manifestazione continentale. Il numero 10 dei galletti va a segno e giustifica così la conquista del suo secondo Pallone d’Oro consecutivo dopo quello vinto nel 1983. Naturalmente Michel non si fermerà qui triplicando anche la stagione successiva, stabilendo così una linea di continuità eguagliata, solo recentemente dagli exploit di Messi. Anche in vesti borghesi Platini è riuscito a vincere conquistando da organizzatore della Francia nel 1998 quel Mondiale che gli è sempre sfuggito in campo.

Sono tre le partecipazioni di Le Roi al campionato mondiale. Il battesimo si ha nel 1978 quando la Francia ritorna a partecipare alla fase finale della massima competizione dopo molti anni di assenza. Il  bilancio personale di squadra si limita a un attestato di esperienza. Le cose vanno ben diversamente nell’edizione successiva in Spagna. I Blue praticano un calcio divertente e spigliato avendo soprattutto nella zona mediana del campo un punto di forza notevole. I risultati si vedono e la nazionale transalpina arriva fino alla semifinale contro la Germania: è una gara dalle emozioni infinite e infatti non basteranno 120 minuti per determinare il vincitore. A Platini tocca l’incarico di siglare dal dischetto il gol dell’1-1. Punteggio con il quale terminano i tempi regolamentari. Nei supplementari la Francia getta al vento un vantaggio di ben due lunghezze e la gara si decide così ai rigori: Platini compie il suo dovere, ma sono i tedeschi  a prevalere e l’amarezza è enorme.

Al mondiale successivo Platini è un protagonista annunciato: i suoi tre Palloni d’Oro consecutivi lo proiettano nel cono di luce dei grandi. Le attese non vengono deluse e Platini incide il primo grande segno sulla competizione eliminando proprio l’Italia  piena di suoi compagni della Juventus. Nei quarti di finale segna contro il Brasile per poi sbagliare, la lotteria dei calci di rigore. La Francia va avanti lo stesso ma l’errore  sa di cattivo presagio e in effetti ancora una volta sarà la Germania a stoppare i sogni di Platini e compagni.

Michel Platini nasce a Jeof in Lorena, il 21 giugno 1955. Come indica con chiarezza il cognome, le radici familiari sono italiane e il bel paese è nel destino calcistico del campione. Dopo sette anni nel Nancy e tre con il Saint Etienne, Platini intraprendere l’avventura all’estero accasandosi alla Juventus: quando vi arriva nel 1982 molti suoi compagni di squadra ci sono appena laureati campioni del mondo in Spagna con la nazionale azzurra.

La società torinese lo ha voluto fortemente: Michel è un pallino dell’avvocato Gianni Agnelli e così è stata bocciata la concorrenza rappresentata soprattutto dall’Inter, che ha il torto di non credere fino in fondo alle potenzialità del francese. E’ vero che all’inizio Platini lascia piuttosto perplessi critica e pubblico. Problemi muscolari ne condizionano il rendimento e l’eleganza delle giocate per cui è famoso fanno fatica ad emergere in tutto il suo stile. I problemi di adattamento durano ben poco: già al termine della prima stagione il francese conquista il titolo di re dei goleador del campionato. Titolo che manterrà per tre stagioni consecutive in coincidenza con il trofeo assegnato da France Football. Per il resto c’è poco da dire se non che ogni sua giocata ha il raro dono di risultare incantevole.

La specialità di Platini nella quale è assolutamente imbattibile è il tiro su punizione dal limite dell’area. E’ in questo numero che Michel eccelle, eseguito in svariati modi uniti dal perfezionismo e dallo scrupolo dell’esecuzione: un autentico spettacolo per tutti meno che per i portieri, vittime designate delle sue perfide traiettorie. Se con la nazionale a Michel è mancato il successo mondiale, il risarcimento è avvenuto con la Juventus: la finale di Tokyo della Coppa Intercontinentale è tra i ricordi più cari della sua carriera, con il paradosso di aver realizzato oltre al gol decisivo un capolavoro assoluto purtroppo vanificato da una decisione arbitrale.

L’elenco delle vittorie di Platini è cospicuo: un campionato europeo con la Francia, una Coppa Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa europea, una Coppa delle coppe, tre titoli nazionali: uno con il Saint Etienne e due con la Juventus. Due coppe nazionali equamente divise tra Francia e Italia.

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