Diego Armando Maradona e le polemiche  sono forse un binomio inscindibile

Maradona ha sempre amato e ama tuttora provocare chi gli sta intorno, quasi la sua fosse sempre una missione impossibile: Io, Diego Armando Maradona, contro tutti.

La vita e la carriera de Il pibe de oro, nato a Lanus il 30 ottobre 1960, rappresentano una stupenda sceneggiatura di un classico film hollywoodiano. Exploit, cadute, trionfi, scandali, vittorie, provocazioni, addii, ritorni si sono succeduti in una perfetta cadenza e con una maestria tale da sembrare una storia scritta più che una reale vita vissuta.

Diego Armando Maradona Fa il suo esordio con l’Argentinos Junior nel 1976 e dimostra subito a suon di gol e splendide giocate le sue enormi qualità tecniche. Vince la classifica marcatori e nel 1979 e 1980 vince il pallone d’oro per i giocatori sudamericani. Viene anche convocato in nazionale, ma per la sua giovane età il c.t. argentino Menotti non lo convoca per i vittoriosi mondiali argentini del 1978.

Nel 1981 Diego Armando Maradona gioca nel Boca Junior, trascinando la squadra di Buenos Aires alla vittoria del Campionato Metropolitano di Apertura. A fine anno, per problemi economici, il Boca lo cede al Barcellona. L’esperienza in catalogna non è delle migliori: dopo il deludente Mondiale del 1982, proprio in Spagna, Maradona gioca con i blaugrana per tre stagioni, ma prima l’epatite, poi un grave infortunio e una serie infinita di polemiche non gli permettono di esprimersi al meglio, pur collezionando giocate strepitose che lo impongono sempre più all’attenzione del calcio mondiale.

I tempi sono maturi per un trasferimento al Napoli. Qui Diego Armando Maradona trova la situazione ideale per esplodere e mostrare il suo infinito bagaglio tecnico, fatto di giocate funamboliche, dribbling impressionanti e gol strepitosi. Le sue reti non sono solo belle, ma anche tante e importanti: riesce così a far vincere al Napoli due scudetti (nel 1987 e nel 1990), una Coppa Uefa, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Nel 1986, intanto, si laurea, in Messico, campione del Mondo al termine di un torneo che lo vede come assoluto protagonista. Sempre nel mondiale, riesce a trascinare un’Argentina decisamente meno forte alla finale di Italia ’90, persa contro la Germania. Da quel momento il suo rapporto con l’Italia e con Napoli inizia ad incrinarsi e incominciano a venire fuori diversi scandali sulla sua vita privata.

L’uso di cocaina lo ferma il 29 marzo del 1991 nell’esame antidoping al termine di Napoli Sampdoria. Lascia l’Italia con diversi processi a suo carico e anche in Argentina continua la sua vita avventurosa contro tutti e tutto. Ritorna a giocare in Spagna nel Siviglia, poi nel 1993 nel Newell’s Old Boys e ritorna nella nazionale Argentina per il mondiale di Usa 94. Al termine della gara contro la Grecia nella quale segna una splendida rete viene nuovamente inchiodato all’antidoping per uso di efedrina.

La sua carriera ormai agli sgoccioli lo vede ancora impegnato per un paio d’anni con il Boca Junior. Dopo il suo addio al calcio su  Diego Armando Maradona arrivano solo notizie preoccupanti sul suo stato di salute dovuto all’uso di droga. Ma il Pibe de Oro riesce a vincere anche questa battaglia e dopo alcune esperienze da allenatore diventa il c.t. della nazionale Argentina. In Sudafrica nel 2010, la sua nazionale parte bene ma viene poi eliminata dalla Germania nei quarti di finale. Si dimette, ma sicuramente quello come commissario tecnico dell’Argentina, non sarà l’ultimo importante capitolo di una vita sensazionale.

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