Passare in vantaggio non porta bene contro un ragazzo di Napoli.

Stessa porta e gol ugualmente di ottima fattura. Napoli-Torino di 30 anni fa (non proprio uno scherzo temporale…) parte in maniera identica a favore dei granata, che quella volta indossano davvero il loro colore e non la maglia bianca. Ieri la prodezza è stata di Fabio Quagliarella, stop di petto e tiro al volo, bellissimo. All’epoca ci pensa invece Junior a centrare lo stesso angolino ma su calcio di punizione. Però, scattare avanti non porta bene al Toro, che finisce per perdere 2-1 nella stessa maniera. La parte di Insigne prima e Callejon dopo la fanno Maradona e Caffarelli. Prima del capovolgimento del risultato ci vuole comunque un capolavoro di Castellini, il Giaguaro portiere del Toro campione d’Italia del 1976, straordinario nel deviare una conclusione da fuori di Ferri. Poi Celestini si guadagna il rigore a metà del primo tempo, il Pibe de Oro allarga il suo sinistro e spiazza Martina, attuale procuratore di Gigi Buffon. La rete che vale i canonici 2 punti dell’epoca è di Luigi Caffarelli, che considera questo gol il più bello e importante della sua carriera, così come Insigne probabilmente ritiene fondamentale l’essersi sbloccato dopo tanti fischi. Caffarelli, in qualità di responsabile del settore giovanile partenopeo, ha seguito passo per passo la crescita del nuovo scugnizzo che può far sognare (o piangere di gioia) la gente del San Paolo. E lui per primo sa certamente quanto è difficile essere profeti in patria

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