Juve-Napoli ai rigori è un classico

Tre volte in 8 anni non sono poche. Tanto che a questo punto si può dire che lo spettacolo del prolungamento dei rigori Juventus e Napoli se lo vanno a cercare ogni volta che possono. Cambiano gli allenatori, gli scenari e le competizioni, ma il gusto della sfida rimane intatto e vede i partenopei in vantaggio per 2-1 (e per il peso specifico della gara di Doha, il divario è ancora più netto).

2006-07, Coppa Italia. 2008-09, stessa manifestazione. 2014-15, Finale di Supercoppa. I 3 momenti vedono emozioni profonde, variamente dissimulate. Nel primo caso, al San Paolo, siamo nell’estate della Serie B di entrambe le squadre e dopo il 2-2 dei 90 minuti, Napoli e Juventus riescono nel miracolo di regalare 2 gol al pubblico del S. Paolo negli ultimi istanti dei supplementari, con acuto di Del Piero e pareggio di Paolo Cannavaro. Ben più modesta la seconda volta all’Olimpico di Torino, quando si va al dischetto perché le due squadre non sono riuscite a segnare (a parte Trezeguet, ma gli viene annullato).

E veniamo ai protagonisti ricorrenti, che unificano le partite. Chiellini segna a Napoli e butta via la Supercoppa in Qatar con un sinistro debole che Rafael non ha problemi a parare. Gargano, invece, segue il percorso contrario. Sparando al cielo di Torino il suo penalty garantisce alla Juve il passaggio del turno in Coppa Italia, mentre a Doha realizza con grande sicurezza il primo dei tiri a oltranza.

Il vero sconfitto, a ben vedere, è Gigi Buffon. Che quando la Juve vince non c’è, la porta bianconera è difesa da Manninger. E quando invece gioca, fa un bel po’ di casino. A Napoli para il tiro di Dalla Bona, ma è addirittura lui a presentarsi per primo dal dischetto sparando alto. In Qatar, invece, confeziona tre tuffi potenti uno più bello dell’altro su Jorginho, Mertens e Callejon, ma non serve a nulla. Prolungando così il paradosso che lo vide perdente all’Old Trafford dove parò molto e trionfatore a Berlino, quando l’unico errore fu di Trezeguet che spedì il pallone sulla traversa e il portiere della Nazionale non dovette sporcarsi i guanti.

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