Juventus sconfitta a Doha con doppia rimonta e il batticuore dei calci di rigore. Con due protagonisti speciali…

L’oro e il carbone: Gonzalo Higuain e Walter Gargano sono i simboli del Napoli che agguanta la Supercoppa Italiana superando ai calci di rigori una Juventus troppo sicura di sé, due volte in vantaggio e per due volte a undici metri dal successo. E’ il bello del calcio, sport dell’imponderabile proprio quando si è lì tutti pronti a trarre considerazioni basate su numeri, fatturati, statistiche e pronostici.

Di Gonzalo Higuain soltanto 4 giorni prima, proprio a Napoli, si diceva che aveva staccato la spina. Meglio far giocare Duvan Zapata, nettamente più in forma. Era soltanto una questione di stimoli: l’argentino ha fatto ancora di più rispetto allo straordinario apporto alla causa bianconera di Carlos Tevez (e comunque sul tabellino ci sono i loro 4 gol), facendo letteralmente a fette la cerniera Bonucci-Chiellini e aprendo una sfida del tutto personale con un Buffon in formato 2006 e con i legni. Non è un lottatore, Higuain. E’ però un attaccante che sente l’odore della preda, ha repertorio, ha mentalità (al Real Madrid non era proprio un panchinaro). Insomma, sa quando attaccare la sveglia. In questo assomiglia a David Trezeguet, pur avendo le movenze del Shevchenko della maturità (non quindi l’anguilla dei tempi della Dinamo Kiev e dei primi due anni al Milan).

Di Walter Gargano, a parte il fatto che Benitez se l’è trovato lì perché il Parma in estate non volesse più riconoscergli il lauto ingaggio, si può dire un po’ il contrario. Non era il gioiello, anzi era il reietto. Cognato tra le altre cose di capitan Hamsik (del quale ha sposato la sorella), Gargano doveva trovare collocazione altrove. Poi gradualmente per il pensiero di calcio di Benitez ha scalzato i vari Inler e Jorginho prendendosi i compiti che erano di Mascherano nel Liverpool delle meraviglie. E contro la Juventus l’uruguaiano ha messo in croce Pogba per un tempo, ha corso per quattro e ha dimostrato di valere quella maglia da titolare alzando così la Supercoppa da protagonista e scrivendo una nuova storia di uno sport che guai a darlo sempre troppo per scontato…

 

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