Juventus-Borussia Dortmund edizione 95/96: quando i tedeschi vinsero 1-2 a Torino al Delle Alpi

Ci sono stati talmente tanti Juventus-Borussia Dortmund da renderli addirittura un classico degli anni ’90. Anche perché non capita tra tutti i club di affrontarsi in finale, per di più in due competizioni diverse: in Coppa Uefa nel 1993, con trionfo dei bianconeri, nel 1997 in Champions League quattro anni dopo, con clamorosa vendetta tedesca. In mezzo, un’altra semifinale di Coppa Uefa, anch’essa appannaggio della Juve trascinata da un grande Roberto Baggio.

C’è solo un incontro, tra i tanti, che è stato dimenticato e che invece presenta spunti interessanti. Riguarda la Champions League vinta dalla Juventus di Marcello Lippi, inaugurata proprio da un successo a Dortmund nel girone. Il ritorno al Delle Alpi, in occasione del quinto turno del girone, presentava situazioni molto diverse per le due squadre. Per i padroni di casa, la qualificazione matematicamente ottenuta con largo anticipo grazie all’en-plein ottenuto nelle prime 4 giornate, rendeva la gara poco più che un’amichevole di lusso, con in palio la somma destinata dall’Uefa in caso di conquista dei 3 punti: 1200 milioni di lire. Ci sarebbe anche, in via teorica, un altro motivo d’interesse, rappresentato da Alessandro Del Piero, chiamato a segnare il quinto gol consecutivo in Europa, primato assoluto per un giocatore italiano. Ma Lippi decide di farlo riposare e con lui altri titolari come Paulo Sousa, Deschamps, Ferrara e Conte. I tedeschi, guidati da Ottmar Hitzfeld, hanno invece assoluto bisogno di non fallire la serata per proseguire il loro cammino nella manifestazione.

La Juve non ha la grinta dei giorni migliori, non ne ha bisogno, eppure la prima mezzora davanti al portiere Klos produce una buona serie di occasioni. Vialli da fuori lo impegna con una conclusione forte. Al cospetto di un tuffo di testa di Padovano, il portiere tedesco è chiamato a un vero miracolo a mano aperta. E quando ancora lo scatenato puntero di riserva lo supera con un sinistro potente, è la traversa a impedire che il tabellone registri il vantaggio della Juve. A colpire è invece Zorc, con un sinistro a mezza altezza dal limite dell’area, in una comoda posizione di sparo determinata da una corta respinta di Carrera.

Nella ripresa pochi fanno caso al gol del raddoppio giallonero. Ed invece, nel gesto tecnico di Ricken, con botta al volo imparabile, c’è un segno di futuro impossibile da decifrare in quella serata. Già, Ricken. L’uomo che da distanza siderale e appena entrato in campo andrà a bucare Peruzzi firmando il 3-1 tombale della finale del 1997, riaccesa dalla magia di tacco di Del Piero. Già, Del Piero. Entra in campo per Vialli e il capitano appare tutt’altro che soddisfatto della scelta dell’allenatore. Ma la missione del campioncino bianconero viene portata a termine nei minuti di recupero, dimostrando che Lippi ha visto giusto a solleticarne la sua voglia di protagonismo. Calcio di punizione, parabola finemente disegnata, palla sopra la barriera ed ennesima prodezza di un campione che ha solo 21 anni e non finisce mai di stupire ogni qualvolta ne ha la possibilità. Juventus-Borussia Dortmund termina 1-2, confermando la regola che pretende tra di loro almeno un minimo di 3 reti. Almeno, era così negli anni ’90, quando bianconeri e gialloneri vincevano entrambi.

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