Coppa Italia 1998: il Napoli compie la quasi rimonta sulla Lazio

Sarà certamente una gara molto equilibrata quella che vedrà Napoli e Lazio di fronte al S. Paolo a decidere chi dovrà andare in finale di Coppa Italia. Il momento delle due squadre è sicuramente opposto: il Napoli non riesce più a ritrovarsi, soprattutto fuori casa e il sesto posto in classifica certifica una situazione di declino che le incertezze sul futuro – da Benitez a Higuain – non fanno che confermare e approfondire. La Lazio, al contrario, arriva all’appuntamento infrasettimanale forte di 7 vittorie consecutive che la stanno portando a una qualificazione in Champions League che giustamente l’ambiente considera l’equivalente di uno scudetto, a maggior ragione se riuscisse il sorpasso ai danni della Roma. Occhio al prossimo turno: biancocelesti in casa e cugini fuori, può essere il turno buono. Attenzione però a due dati che capovolgono la situazione contingente: l’1-1 dell’andata, che consente al Napoli di partire in una posizione di non banale vantaggio. Ed il fatto che, nonostante la crisi, all’ombra del Vesuvio si possa anche accarezzare il sogno di un minitriplete: Supercoppa già conquistata a Doha, Coppa Italia e pure Europa League, ce ne sarebbe quanto basta per trasformare il buio in ‘O sole mio da cantare a squarciagola.

Tra i tanti precedenti giocati in Coppa Italia, il più bizzarro risale al 1998. Anno che vede prevalere la Lazio nonostante a Napoli riceva una sconfitta sonora. Un 3-0 ai confini dell’umiliante, che però non basta ai padroni di casa per rimontare il disperato passivo di 4 reti incassate nella Capitale. Eppure, quella quasi rimonta, assunse toni quasi epici, anche perché la gara si giocò su un campo reso pesante dagli agenti atmosferici.

Il paradosso ulteriore fu che la prima parte dell’incontro apparve quasi come una formalità per la Lazio, presentatasi anche con qualche assenza di rilievo perché Eriksson aveva considerato più che tranquilla la serata. A confermarlo ci furono un po’ di gol sbagliati e qualche buona parata di Taglialatela. Un errore di Favalli consente però all’ex Protti di siglare l’1-0 che riscalda il cuore del poco pubblico presente allo stadio ma che ancora non può credere a un’ipotesi di rimonta realmente praticabile.

Dopo un bel po’ di errori di Boksic (non fanno quasi notizia talmente è nota la sua pratica nello spreco), il Napoli si regala una ripresa stupenda, capace di generare grandi emozioni. E c’entra ancora un ex, stavolta della Roma: è addirittura Giannini, il Principe, a correggere in rete una conclusione sballata di Calderon. 2-0, non manca molto, ma la gente inizia a credere che almeno un po’ di spavento lo si potrà creare agli avversari un po’ troppo sicuri. A tre minuti dal termine Rossitto firma il 3-0 ed è chiaro dall’imbarazzo in area dei difensori della Lazio che in questo momento la paura li attanaglia. Ci vuole tutta la freddezza di Ballotta per evitare ulteriori guai. Perché sciupare un 4-0 a proprio favore sarebbe stato uno di quegli eventi che proprio non si sarebbe potuto dimenticare.

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