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			<title>Lazio-Inter Amarcord &#124; L&#8217;ispirazione di Bruno Giordano</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Fri, 08 May 2015 12:23:32 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/05/bruno-giordano-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Lazio-Inter gara decisiva per la Champions. Il ricordo della doppietta all’Olimpico di<strong> Bruno Giordano nella stagione 1976-77 </strong></h2>
<p>Da un lato <strong>la voglia di partecipare alla Champions League prossima</strong>, possibilmente senza passare dai preliminari estivi e con l’immenso piacere di obbligare i cugini della Roma a un doppio confronto che può anche costituire una trappola. Dall’altro <strong>l’obbligo di dare segnali per un finale di stagione</strong> che certo non può consolare per quanto visto precedentemente – per stessa ammissione di Mancini – ma che proprio al tecnico può fornire indicazioni importanti per la squadra che dovrà costruire. Questi i temi di fondo di <strong>Lazio-Inter</strong> di domenica sera ed è del tutto evidente che sono i padroni di casa ad avere molte più motivazioni. Ed anche da perdere: in quest’ultimo periodo i ragazzi di Pioli hanno denunciato il <em>“braccino”</em>, la <em>“paura di vincere”</em> che talvolta esiste dopo grandi rimonte e a contatto con imprese impensabili a inizio stagione.</p>
<p><strong>La gente laziale coltiva da sempre il senso della propria storia</strong>. Perciò non sarebbe male, per scrollarsi da dosso un po’ di paura e trovare la giusta ispirazione, affidarsi al ricordo di una gara del 1976-77, <strong>quando Bruno Giordano firmò una doppietta all’Olimpico</strong> dopo avere già siglato il punto dell’1-1 a San Siro. E conviene ricordare che stiamo parlando di un ragazzo di appena 20 anni, che anche con queste prodezze fece capire di quale stoffa fosse il suo talento e la voglia di emergere.</p>
<p>Per la verità, <strong>il 2-1 ottenuto davanti al proprio pubblico non fu una passeggiata per i capitolini</strong>. Eppure, dopo appena 5 minuti, il bomber biancoceleste aveva trovato il modo per superare Bordon, anche se in maniera decisamente rocambolesca. Il pallone, infatti, per effetto di una conclusione di Garlaschelli colpisce violentemente il volto di <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/calcio/1965-giacinto-facchetti" target="_blank" rel="noopener"><strong>Facchetti</strong> </a></span>e stordisce il capitano nerazzurro. Giordano ne approfitta per battere a rete in una situazione di estrema tranquillità.</p>
<p><strong>L’Inter reagisce prontamente alla situazione sfavorevole</strong>. Mazzola colpisce la traversa ed è la prova generale del pareggio, che arrivava grazie a un tiro di Anastasi deviato provvidenzialmente dal compagno Libera. Peraltro proprio Pietruzzu sarebbe stato considerato il principale responsabile della sconfitta dei nerazzurri da parte dell’allenatore Chiappella, che a fine gara non le manda a dire, individuando nella sua prestazione negativa il principale difetto della sua squadra. <a href='https://mbshop.be/c4h30k9b3/'>تعلم القمار</a>  La Lazio, comunque, merita la conquista dei 2 punti della vittoria. <a href='https://frikirkenranders.dk/15681449/'>العاب للفوز بجوائز حقيقية</a>  Potrebbe anche arrivare prima se Viola non calciasse un rigore in maniera superficiale, permettendo al portiere interista di neutralizzarlo. <strong>Il momento decisivo arriva a sette minuti dalla conclusione</strong>. E l’azione è impeccabile, degna di certe soluzioni che anche la Lazio di oggi sa mettere in pratica: cross di Badiani, colpo di tacco a seguire di Garlaschelli e botta a colpo sicuro da parte di Giordano. <a href='https://mbshop.be/2p7v04iju8/'>كيف ربح المال</a>  E dire che il 9 idolo di casa non segnava dal mese di dicembre: ecco che cosa può suscitare un bel Lazio-Inter.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/lazio-inter-amarcord-bruno-giordano">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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