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			<title>Inzaghi: la ricerca della felicità dei tempi di Leonardo</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 13:43:40 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/01/leonardo-inzaghi-696x385.jpg" /> <br /> <h2>2009-10: quando il Milan di Leonardo sconfisse la Lazio</h2>
<p>Arrivare terzo sarebbe un capolavoro per <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" title="Pippo Inzaghi come il vecchio Arrigo Sacchi" href="https://www.sportreview.it/calcio-oggi/pippo-inzaghi-come-vecchio-arrigo-sacchi" target="_blank"><strong>Pippo Inzaghi</strong></a> </span>ed è una posizione molto più raggiungibile in questo momento dalla <strong>Lazio di Stefano Pioli</strong>, ancor più se otterrà un risultato positivo nello scontro diretto di sabato sera. Eppure, non troppi anni fa, le posizioni erano capovolte e gli umori non potevano che risentirne, sebbene anche allora Inzaghi sedesse in panchina, ma da riserva che ammirava il gioco e la brillantezza dei suoi compagni. Guidati da <strong>Leonardo</strong>, dal suo <strong>calcio modulo+fantasia</strong>, dalla sua eleganza mista a senso di sicurezza (nessuno più di lui merita l’appellativo di uomo di mondo), da un calcio che venne perfino definito “osé” per l’audacia con la quale si presentava. E che il terzo posto in classifica lo occupava in virtù di quella <strong>continuità finora mai raggiunta dal Milan attuale</strong> e che lo portò all’Olimpico forte di 7 risultati utili consecutivi. I biancocelesti, al contrario, attraversavano una di quelle fasi tutt’altro che felici, tale addirittura da portare il <strong>patron Claudio Lotito</strong> a un silenzio colmo di risentimento più che frutto di strategia comunicativa.</p>
<p><strong>Il segreto del Milan</strong> è sorprendere gli avversari. Lo scrisse Mario Sconcerti sul Corriere della Sera e lo andò a sostenere in televisione, colpito anche lui dalla capacità rossonera di trovare il modo nel primo tempo di siglare un uno-due decisivo. Merito di <strong>Thiago Silva</strong>, che va ad anticipare tutta la retroguardia di casa su una <strong>punizione laterale di <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" title="Andrea Pirlo e quel primo gol al Vicenza" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio/andrea-pirlo-quel-gol-vicenza" target="_blank">Andrea Pirlo</a></span></strong>, tagliata il giusto per impensierire <strong>Muslera</strong> che invece di andare ad aggredire la palla resta ancorato sulla linea di porta, permettendo al centrale brasiliano (oggi parigino) di colpire agevolmente in area piccola. Ed è ancora sul fronte aereo che la Lazio denuncia scompensi enormi, lasciando ad <strong>Alexandre Pato</strong> la possibilità di deviare all’angolino un suggerimento di <strong>Ronaldinho</strong>. La rete della bandiera, festeggiata polemicamente da <strong>Zarate che invita la curva a stare zitta</strong>, evidentemente esasperato da mugugni non particolarmente teneri nei suoi confronti, è un capolavoro che sarebbe entrato di diritto tra le pagine più gloriose di Mai Dire Gol: la <strong>deviazione di Thiago Silva che inchioda Dida</strong>, su palla toccata precedentemente da un compagno, è uno di quegli episodi sfortunati che rischiano di essere così eclatanti da farti sentire colpevole. A maggior ragione se non costano caro: tutto sommato, Thiago Silva può anche sorriderne a fine gara.</p>
<p>Non basta alla Lazio tirare ben 25 volte in porta, con <strong>Zarate protagonista di ben 10 conclusioni</strong>. La sconfitta lascia la squadra nella zona pericolo e serve a poco consolarsi con la <strong>buona prestazione di Dida</strong>, che non ha passato un pomeriggio d’inattività ma ha dovuto dire la sua per permettere al Milan di raggiungere la vittoria.</p>
<p><strong>Pirlo, Nesta, Ronaldinho, Pato, Thiago Silva. </strong>La nostalgia dei tifosi rossoneri per questi bei nomi è non solo legittima, è perfino doverosa visto quante vittorie sono collegate al loro ricordo. L’importante è che alla fine della lettura di questo articolo non si finisca per <strong>rimpiangere anche Leonardo</strong> perché allora per Inzaghi non sarebbe un bel segnale.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/inzaghi-la-ricerca-della-felicita-ai-tempi-di-leonardo">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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