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			<title>Flop 2014: Cosa accomuna Palacio, Keita e Paloschi?</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 14:38:57 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2014/12/palaciokeitapaloschi-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Sono loro i veri flop d’inizio stagione</h2>
<p><strong>Che cos’è un</strong> <strong>flop</strong>? La risposta è più complicata di quel che sembri a prima vista. Perché non basta un deficit di rendimento a giustificare l’ingresso da protagonisti in questa speciale classifica. Per “meritarsi” il rango di <strong>delusione della stagione</strong>, o almeno di questa prima parte, devono sussistere almeno due condizioni.</p>
<p>La prima è la <strong>continuità delle prestazioni negative</strong>, in modo da stabilire una striscia che va ben oltre la semplice concatenazione d’indizi e finisca per configurarsi alla stregua di prova inoppugnabile. La seconda è lo scarto evidente, per certi versi finanche scioccante, tra la negatività odierna e l’essere stati punti di riferimento irrinunciabili nel passato. E non un secolo fa, ma anche solo pochi mesi prima, nella stagione che li aveva collocato nel cono di luce di una gloria che sembrava ben più duratura.</p>
<p>Il <strong>podio della Serie A 2014-15</strong> vede tre attaccanti, anche se ogni classifica non può che essere arbitraria, figlia di impressioni personali. Ma quel che è certo è che <strong>Palacio</strong>, <strong>Keita</strong> e <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.sportreview.it/il-punto-di-vista/alberto-paloschi-centravanti-italiano" target="_blank" rel="noopener">Paloschi</a></strong></span> mancano terribilmente alle loro squadre e chissà quanto la classifica di <strong>Inter</strong>, <strong>Lazio</strong> e <strong>Chievo</strong> sarebbe migliore se avessero mantenuto un comportamento virtuoso e coerente con il 2013-14.</p>
<p>L’argentino nerazzurro è un caso clamoroso. <a href='https://ecotec.morvil.mx/e7iluguib/'>العاب تجلب المال</a>  Ok la condizione precaria tipica di un dopo Mondiale, ma <strong>15 gare senza neanche un gol</strong> di <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" title="L’imbarazzo di Rodrigo Palacio" href="https://www.sportreview.it/il-punto-di-vista/limbarazzo-palacio" target="_blank" rel="noopener"><strong>Palacio</strong> </a></span>(con latitanza pure in Europa League) sono numeri impressionanti per un giocatore che un campionato fa ha messo a segno 17 reti, molte delle quali di autentica bellezza.</p>
<p>Il laziale si è perso. D’accordo, <strong>Keita</strong> è un ragazzino e il tempo gioca dalla sua parte. Ma nell’ottica di Lotito, forse andava monetizzata la sua esplosione con minori pretese di quelle espresse quest’estate, tali da spaventare chiunque si avvicinasse. <a href='http://111.231.75.205/prox/z5zfe2r4kuh/'>تنزيل لعبة الروليت</a>  Infortuni, angosce varie, mancanza di fiducia. Questo è il presente di un talento vero, che sarebbe un peccato perdere ancor prima di averlo visto all’opera in maniera più compiuta. <a href='http://drmridulbera.com/kcyfxgac3/'>لعبة بينغو</a> </p>
<p>Infine, il clivense. A furia di aspettarlo come il nuovo Inzaghi, <strong>Paloschi</strong> ha visto Pippo finire a fare l’allenatore, mentre lui non riesce mai a confermare le pur ottime premesse esistenti. Recentemente ha segnato a Cagliari e qualcuno ha anche scritto che di uno come lui Zeman avrebbe bisogno come il pane. Poi, sette giorni dopo, contro l’Inter si è <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Gol sbagliati" href="https://www.sportreview.it/gol-sbagliati" target="_blank" rel="noopener">mangiato un gol</a></strong></span> che sa fare e che lo confina nell’area dei perenni incompiuti, una riserva indiana che fatalmente lo intristirà sempre di più.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/flop-2014-cosa-accomuna-palacio-keita-e-paloschi">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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