Lo 0-0 con il Bruges per uscire dalla crisi

Si può non vincere e restare limitati dentro uno 0-0 nonostante 9 occasioni da gol. E’ questo il verdetto di Torino-Bruges e quel che è peggio – o meglio, se si vuole porre l’accento su un ritrovato spirito combattivo – è che la maggior parte delle opportunità fallite per la bravura del portiere Ryan o per imprecisione è stata generata nelle battute conclusive dell’incontro.

Il Toro di quest’anno deve essere per forza diverso da quello impostato sulla premiata ditta Cerci-Immobile. E non è un processo facile mutare pelle: non è solo questione di dimensione tecnica scomparsa (o sostituita: Quagliarella, assente con i belgi, è punta di assoluto valore e affidabilità comprovata). Oggi c’è la necessità di creare una diversa impostazione del gioco, di dover alzare il baricentro e non più basarsi sugli spazi da percorrere in ripartenza, di far partecipare più uomini nella metà campo avversari. Tutti elementi visti più in coppa che in campionato, dove l’esigenza del risultato si è sentita maggiormente e ha sviluppato una particolare forma d’intensità. I granata vivono molto di accelerazioni individuali, ma il resto della squadra segue con attenzione questi strappi e li accompagna, con generosità più che con intelligenza tattica. Dimostrarsi vivi (e anche piuttosto continui), però, aiuta sicuramente a scoprire la propria dimensione e difatti il Bruges nella ripresa non è esistito, preferendo limitare i danni e accontentarsi di uno 0-0 che gli ha garantito la qualificazione anticipata.

Certe costruzioni da dietro che rendevano riconoscibilissimo il modulo di Ventura, certi meccanismi che cercavano la giocata a memoria a scapito della rapidità di esecuzione, non si vedono più. Il Toro ha deciso di aggiustare i propri difetti di prevedibilità cercando soluzioni più veloci. Il dubbio amletico è se tutta quella adrenalina sparsa per tutto il campo non finisca per attecchire anche nei 16 metri finali, offuscando la vista al momento del tiro e finendo per essere paradossalmente la cura che aggrava il paziente. Non sarà il derby il luogo dove operare la verifica di questa mutazione, ma gli altri impegni casalinghi dove segnare dovrà essere necessario se non si vuole precipitare in una crisi di classificata immeritata per il volume di gioco che la squadra sa proporre.

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