Tre assenze pesanti per i baschi dell’Athletic Bilbao

Non poteva esserci momento migliore per il Toro per arrivare allo storico appuntamento dei sedicesimi di Europa League. Nell’ultimo mese, i granata sono stati la migliore squadra della serie A, arrivando a conquistare un posto nella parte sinistra della classifica (e, a onor del vero, con qualche rigore calciato meglio nel girone d’andata, non sarebbe un azzardo pensare di ripetere il piazzamento finale dello scorso campionato). Al contrario, gli avversari dell’Athletic Bilbao balbettano alquanto, tradendo così le premesse d’inizio stagione, quando il superamento dei preliminari di Champions League ai danni del Napoli, aveva fatto pensare a ben altro ruolino di marcia. In Liga i baschi sono a 5 punti dalla zona retrocessione. E nell’ultimo mese, c’è stato un solo successo sul campo del Levante, a conferma che le difficoltà sono profonde e non facili da superare.

Sarà per questo stato di cose, che il mister Valverde ha deciso che l’appuntamento all’Olimpico non è il più importante tra quelli che il calendario gli propone nell’immediato futuro. O forse confida nel tradizionalmente feroce ambiente del tempio di casa per poter rovesciare un’eventuale sconfitta a Torino. La gara in Liga di domenica, in casa con il Rayo Vallecano, e forse ancor più il ritorno in Copa del Rey contro l’Espanyol, dove ci si gioca l’accesso a una finale da vivere con molta probabilità con il Barcellona: sono queste le partite che hanno fatto propendere l’allenatore per una scelta che può far sorridere il Toro. Non aver convocato Aduriz e Susaeta e non avere a disposizione l’infortunato Itrurraspe significa possedere armi offensive decisamente meno potenti di quelle comunemente in uso. A meno che i giovani canterani aggregati alla prima squadra riescano a sorprendere tirando fuori orgoglio e qualità finora sconosciute ai grandi prosceni.

Non possedere il trio menzionato prima significa non poter disporre di un capitale di 19 reti, praticamente il 50% di quelle finora realizzate tenendo conto di tutte le competizioni che hanno visto l’Athletic all’opera. Aduriz fa la parte del leone: 15 i suoi centri, 6 dei quali nella Liga. A 34 anni, Aritz sta confermandosi come l’elemento di maggior spessore tecnico della squadra. Sa sfruttare benissimo la profondità ed ha sufficiente freddezza quando arriva solo davanti al portiere. Ma nel suo repertorio non manca altro, a partire dai velenosi morsi sui palloni spioventi da calcio d’angolo. Ne sa qualcosa il Napoli, che ha pagato dazio proprio in questo, ma vittime sono state in campionato anche il Levante e l’Espanyol. Le reti da corner sono del resto una specialità della casa e in particolare proprio di Susaeta, il miglior uomo assist dell’Athletic Bilbao, con 9 suggerimenti vincenti grazie a un piede raffinato che risulta particolarmente efficace sui calci piazzati. E la difesa di Ventura, peraltro altrettanto brava con il “bomber” Glik in queste situazioni, dovrà prestare molta attenzione anche alle punizioni, che trovano in San Josè (il vicecannoniere basco) un terminale reattivo. Meno rilevante il peso offensivo del terzo assente. Iturraspe ha realizzato finora due reti nel 2014-15, entrambe in incontri casalinghi in Liga.

Infine, un ultimo dato. Nel girone di Champions League ha vinto sì le ultime due partite, ma erano ormai inutili per poter sperare in un accesso agli ottavi. Troppo pesante, ai fini della mancata qualificazione, è stata la sconfitta all’andata con il Bate Borisov, un infortunio che ha condizionato fortemente tutto il percorso.

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