Roma, Parma, Napoli e Genova: campi in cui si è sbagliato tanto, dai portieri agli attaccanti agli arbitri

La quattordicesima giornata di serie A è stata un’autentica galleria di errori ed orrori, non solo da parte di alcuni giocatori, ma anche delle terne arbitrali. Se Marco Guida in Parma-Lazio ha annullato un gol regolarissimo di Gobbi, per un fuorigioco inesistente di Cassano, e Massimiliano Irrati ha regalato alla Roma il rigore della rimonta, non vedendo anche un possibile, per quanto difficile da rilevare, fuorigioco di Florenzi sul gol del due pari, se De Sanctis nella stessa partita ha permesso a Zazza di segnare il classico gollonzo in salsa Gialappas, se Tavano ha sbagliato a Napoli il gol del due a zero, prima ancora del raddoppio di Rugani, ma se nella ripresa Callejon ha fallito il gol del possibile tre a due, è al Marassi di Genova che si è consumato il misfatto della giornata. Anzi forse sarebbe il caso di dire i misfatti: protagonista Jeremy Menez.

Il francese del Milan ha infatti fallito sullo zero a zero due palle gol la seconda delle quali grida (e griderà) ancora vendetta. All’ottavo di gioco ruba palla a centrocampo si avvia verso la porta di Perin, la difesa del Genoa chiude bene ma la sovrapposizione di Montolivo detta alla perfezione il passaggio al francese che però, disinteressandosi del compagno, tira da fuori area, conclusione forte ma centrale… insomma una telefonata per Perin. Ma al ventisettesimo il suo errore è decisamente più grave: ancora un break a metacampo. Una prateria si apre davanti a Menez che la percorre a tutta velocità: entrato in area di rigore, solissimo, il rossonero calcia in bocca al portiere in uscita. Un errore che sembra simboleggiare alla perfezione la situazione del Milan: una squadra che sembra di domenica in domenica, poter dare una svolta alla propria stagione (dopo una bella partenza) e poter competere per i primi posti. Quello contro il Genoa era proprio uno scontro diretto contro i grifoni per un posto in Champions League; il passo falso condanna ancora al purgatorio i rossoneri, come Jérémy Menez. Da anni, dopo stagioni alla Roma e al Paris Saint Germain, sembra poter esplodere e diventare un giocatore non solo di talento ma un campione continuo. Per ora rimane discontinuo, come il suo Milan.

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