Il Pallone d’Oro è nato con Stanley Matthews. Non poteva che essere un inglese, un maestro del calcio, a conquistare il trofeo inventato da France Football

E’ stata una scelta lungimirante quella del giornale transalpino per un giocatore che ha calcato i campi fino alla veneranda età di 50 anni, sempre da protagonista. Tutta la carriera di Stanley Matthews è oscillata tra due soli club: lo Stoke City e il Blackpool. Con i biancorossi esordì nel 1932 a soli 17 anni  e giocò fino al 1947 (periodo condizionato dalla sospensione dei campionati a causa della seconda guerra mondiale) e disputò 259 partite realizzando 51 gol.

Nel 1947 passo ai Tangerines (mandarini, così vengono chiamati i giocatori del Blackpool) con i quali giocò 380 partite realizzando 17 reti. Con gli arancioni, nel 1953, vinse il suo unico trofeo della carriera, la FA Cup, che resta tutt’ora il successo più prestigioso del Blackpool. La finale giocata contro il Bolton Wandreres passò alla storia come “la finale di Matthews“: fu giocata a Wembley di fronte a 100.000 spettatori e il Blackpool stava perdendo 3-1 quando Stanley Matthews prese per mano la squadra guidandola al successo finale per 4-3, quando a 2 minuti dalla fine perdeva ancora 3-2. Non segnò ma quel 38enne che fino al 70′ era sulle gambe, incitato dalla folla che era li solo per lui, si trasformò fornendo 2 cross millimetrici per Mortensen e Perry che dovettero solo spingere la palla in rete.

Stanley Matthews si aggiudicò il primo Pallone d’Oro della storia nel 1956, all’età di 41 anni, quando giocava ancora con la maglia della Nazionale inglese. Giocò in nazionale fino a 42 anni stabilendo il record assoluto  per la rappresentativa dell’Inghilterra, con la quale disputò 54 partite e partecipò ai mondiali del 1950 e del 1954.

Nel 1961 tornò allo Stoke City e contribuì a riportarlo in Prima divisione stabilendo un altro record tutt’ora imbattuto: all’età di 50 anni, nel 1965, disputò la sua ultima partita nella massima divisione inglese.

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