1985-86: al San Paolo scende il Verona con il tricolore sul petto. Un affronto per i napoletani, che ancora non hanno mai festeggiato la vittoria di un campionato. La prima volta porta male…

La rivalità tra Napoli e Verona è di lunga data, talvolta esplicitata con parole non esattamente gentili, talaltra con battute e striscioni che hanno fatto la storia del tifo in senso ironico. Ma quel che si verifica il 20 ottobre del 1985 riguarda il campo e una maglia. Il teatro è lo stadio San Paolo. La divisa è quella degli scaligeri che con pieno merito indossano lo scudetto vinto con pieno merito l’anno precedente. Una prima volta che sarà anche l’unica, per i gialloblu, e che il Napoli decide di offuscare con 5 gol di interpreti tutti diversi. Apre la goleada Giordano, che raccoglie una corta respinta di Giuliani (futuro portiere del Napoli) da una maligna punizione di Bertoni. L’autore della rete commenterà poi l’exploit in modo riduttivo: “Io gioco per il Napoli, non per Giordano”. Il primo tempo si chiude sull’1-0 con un palo colpito da Maradona e non lascia presagire lo sviluppo della ripresa. Dopo soli 3 minuti, però, Bagni chiarisce che per i campioni d’Italia in carica non è giornata. Ancora una volta la differenza arriva da palla da fermo. Da posizione laterale Maradona mette al centro e il centrocampista incorna di testa con la forza necessaria per siglare il punto del raddoppio. E’ la premessa normale per la scena di fantascienza calcistica che va in scena dieci minuti dopo, quando il Pibe de Oro da 30 metri lascia rimbalzare il pallone e di esterno sinistro disegna una traiettoria impossibile che va a finire la sua corsa all’incrocio dei pali. “Un gol bello perché da lontano”, commenta il numero 10 e non è finita qui. Garella, numero 1 veronese che ha lasciato lo scudetto per trasferirsi nel Napoli, para un rigore. Bertoni scala il poker e ancora una volta è su punizione che i padroni di casa fanno la differenza. Infine, Pecci mette a segno un 5-0 che appare facile facile perché la difesa di Bagnoli è totalmente allo sbando.

Un risultato così pesante per i veneti non si registrerà mai più. Uno molto simile, con un passivo ancor più corposo (6-0) si verificò nel 1957-58 quando le due squadre – guarda caso – si affrontarono per la prima volta in serie A.

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