Il passato da giocatore bianconero del mister del Genoa.

 

Io avevo lo stesso numero di scarpe di Causio. Perciò ero il ragazzo addetto a portare le sue in modo da dargli la giusta forma. Ma non ho rimpianti: quella era la Juventus più forte di sempre, non potevo avere più spazio”. Parole di Gian Piero Gasperini, mister del Genoa che in bianconero viene ricordato per il suo tifo (“Mio padre mi portava allo stadio a vedere Anastasi”), per la sua lunga militanza come tecnico di successo delle giovanili e finanche come candidato in pectore negli anni post-Calciopoli, quando invece la società si è orientata su Ranieri, Ferrara e Del Neri.

 

Pochi hanno memoria delle sue apparizioni da centrocampista in prima squadra, anche perché riguardano esclusivamente la Coppa Italia, precisamente le due edizioni del 1977 e del 1978, quando molti titolari (era una prassi dell’epoca) non erano più presenti in quelle partite di giugno (o per vacanza, o per partecipazione al Mondiale). 9 partite e 1 gol, in Juventus-Taranto 3-1 del 31 maggio 1978. E’ lui ad aprire le marcature dopo un quarto d’ora di gioco. Significativo l’undici schierato da Giovanni Trapattoni, orfano dei tanti azzurri presenti al Mundial argentino. Dei titolari figurano solo Spinosi, Fanna e Virdis; c’è Alessandrelli in porta, il vice di Zoff confinato perennemente in panchina; tutti gli altri sono ragazzotti di belle speranze, ma nessuno di loro farà una carriera davvero importante nel calcio degli adulti (piuttosto, la stella è presente tra i pugliesi e risponde al nome di Franco Selvaggi: quattro anni dopo parteciperà alla spedizione spagnola che ci laurea campioni del mondo).

 

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