Pubblico in calo: non è un fenomeno nuovo, La crisi dura da tanto

C’è un luogo comune che affligge da sempre il dibattito riguardante le crisi (non solo nel mondo del calcio). Sembra che nascano d’incanto, come il momento in cui arriva la denuncia e la registrazione del fenomeno corrispondesse alla data di nascita dello stesso. E invece, scorrendo gli archivi, ci si accorge sempre che certi episodi hanno illustri precedenti e magari presentano una durata molto più persistente di quel che si pensa comunemente.

Prendiamo il caso del calco del pubblico negli stadi, un fenomeno preoccupante che ha assunto toni irreversibili, a meno di rapide e profonde correzioni di rotta a partire da una riflessione forte su cosa si offre davvero ai tifosi che vanno allo stadio.

Ebbene, nell’estate del 2006 (quella di Calciopoli e del titolo di campioni del mondo) di parlava già di abbonati in fuga, un titolo che oggi leggiamo spesso e malvolentieri. Sia il Milan che l’Inter presentavano questo dato. Addirittura un crollo per la Lazio, che passava dai 18000 ai 12000. Dimezzate le tessere a Livorno e via di questo passo. Uniche positive eccezioni (tradite purtroppo dal corso degli eventi attuale) erano il Catania tornato in serie A e la Reggina, che sebbene fortemente penalizzata avrebbe dato vita a un’entusiasmante impresa targata Walter Mazzarri, capace di conquistare una salvezza ai limiti dell’impossibile

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