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			<title>L&#8217;Udinese e il Subbuteo, storie di un calcio fedele</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Fri, 23 May 2014 15:33:53 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2014/05/subbuteo-696x385.png" /> <br /> <p>Il <strong>Subbuteo</strong>. <strong><span style="color: #3366ff;"><a title="subbuteo o calcio da tavolo" href="http://www.subbuteosport.it/dal-subbuteo-table-soccer-al-calcio-da-tavolo/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Il calcio da tavolo</span></a></span></strong>. Ognuno con le proprie miniature. Con i propri colori, quelli a cui si affeziona di più (unico campo da calcio, antenato dei videogiochi, dove andava bene tifare e vincere con una bandiera che non è quella del tifo). Con suggestioni, partite narrate e raccontate in prima persona, effetti sonori riprodotti con bocca, onomatopeiche. Sfide. Ma anche ricordi di un calcio che pare non esserci più. Il <strong>Subbuteo</strong> è un gioco parallelo ma tremendamente concreto, che veicolava quindi anche i primi stupori per lo sponsor sulle maglie, il saper riconoscere le finiture prima ancora che gli stemmi soprattutto per squadre straniere. L&#8217;Anderlecht, il Dukla Praga, la Dinamo Kiev vincitrice della Coppa delle Coppe, il Nottingham Forest. Oppure il Liverpool di Rush, il Real Madrid di Santillana, il Malines, l&#8217;Amburgo, il Videoton.</p>
<p>Quindi l&#8217;Italia del <strong>Subbuteo</strong>, magari più banale, dove bastava collezionare figurine per avere in mente simboli, colori, sponsor tecnici. Naturali come fossero i nomi. Poi, per i più assatanati, date di nascita e carriere, presenze e reti. Aspiranti giornalisti. Per dire: l&#8217;<strong>Udinese del 1984</strong>, un must per quella generazione. La squadra di provincia che fu capace di portare in Italia un talento mondiale come <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Parola di Zico" href="https://www.sportreview.it/calcio/parola-di-campione/parola-zico">Zico</a></strong></span>, dare ancora lustro a <strong>Causio</strong> prima e <strong>Massimo Mauro</strong> poi. Una mina vagante. Simpatica a tutti (accadrà forse poi soltanto con il <strong>primo Chievo di Del Neri</strong>, e solo in parte al <strong>Foggia di Zeman</strong> e al <strong>Vicenza di Guidolin</strong>). Ne esiste una riproduzione fedele, confezionata da una mano d&#8217;artista italiana, ovviamente appassionata dell&#8217;<strong>Old Subbuteo</strong>, e tutto è tremendamente reale: Causio, Zico, Galparoli. E poi tutti gli altri. Identici. Sono veri e propri pezzi unici, altro che collezione. Anche il termine rarità sta stretto. Perché il <strong>Subbuteo</strong> oggi fa sorridere, appassiona ancora il 40enne vintage, rimasto bambino, che fa un po&#8217; finta che le TV non esistano. Fa sorridere ma fa anche tanta invidia.</p>
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