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			<title>Juve-Milan e la fortuna</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 08:45:30 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2014/09/inzaghi-filippo-696x385.jpg" /> <br /> <h2><strong>Inzaghi ne ha bisogno come Capello </strong></h2>
<p>Giustamente, quando si pensa all&#8217;esperienza di<strong> Fabio Capello sulla panchina milanista</strong>, non si può che riprodurre un’immagine di forza granitica, di superiorità schiacciante, tale che spesso e volentieri le partite dei rossoneri si concludevano senza vedere gli avversari affacciarsi nell&#8217;area presidiata da Baresi e compagni. Eppure, anche se certo non li può considerare un episodio determinante, anche <strong>un pizzico di buona sorte ha contribuito a iniziare il ciclo</strong>, dando a una squadra già di gran valore la consapevolezza che le cose andassero per il verso giusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla terza giornata del primo campionato di Don Fabio,<strong> Juventus e Milan si incrociano allo stadio delle Alpi</strong>. Per quel che vale, entrambi sono a punteggio pieno, ma è indubbio che il match ha una posta in palio più simbolica che effettiva. Da un parte <strong>Trapattoni</strong> deve dimostrare che il suo ritorno in bianconero, da molti pensato e definito come una restaurazione, è la condizione sufficiente e forse anche indispensabile <strong>per rivitalizzare una squadra sconquassata dal ciclone Maifredi</strong>. Dall’altra, <strong>Capello ha ereditato il gruppo Sacchi</strong> e si sa che in questi casi i paragoni rischiano di essere tanto immediati quanto difficili da sopportare, sebbene non manchi il carattere giusto al neotecnico milanista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La partita è favorevole ai padroni di casa. <strong>Passano in vantaggio con Casiraghi in apertura e convincono</strong>. Tanto che prima del fischio finale, Gianni Agnelli si lascia andare a un entusiastico commento: “<em>L’1-0 va benissimo, ma il punteggio poteva pure essere più ampio. La Juve ha bloccato il Milan molto bene e ho visto un grande Roberto Baggio</em>”. E anche <strong><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" title="Boniperti ed il rigore al Torino: la Juve espugna il Filadelfia 2 – 4" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio/boniperti-ed-il-rigore-al-torino-la-juve-espugna-il-filadelfia-2-4" target="_blank">Giampiero Boniperti</a></span></strong>, che de visu guarda solo i primi 45 minuti come da tradizione, non può che essere soddisfatto della concretezza della squadra, rilevandone la motivazione: “<em>Mi pare che rispecchi in pieno il carattere di Trapattoni</em>”.</p>
<p><strong>Il problema è la beffa al secondo minuto di recupero.</strong> Che magari potrebbe anche legittimamente non mutare i giudizi circa le prospettive di gioco per il futuro, ma che un qualche peso sul morale ce l’ha (la Juve non andrà oltre lo 0-0 a Bergamo nella domenica successiva). E poi, è davvero troppo grossa quell&#8217;autorete, con deviazione involontaria di Carrera che fa finire il pallone all’incrocio dei pali (Gullit lo va persino ad abbracciare, tra consolazione e genuino ringraziamento…). Ma il vero tema, che mina qualche certezza da una parte e rinvigorisce quelle dell’altra, è che il pareggio sembra frutto di un atteggiamento troppo rinunciatario nel finale, figlio di un certo trapattonismo, mentre <strong>il Milan sembra credere fino in fondo alle sue possibilità</strong>, anche quelle più nascoste e impensabili. La storia dirà poi che tre giornate dopo il Diavolo allungherà e sarà già la fuga decisiva, anche se la Juve non mollerà mai del tutto e conquisterà un meritato secondo posto, ma a 8 punti di distanza (e la vittoria ne assegnava solo 2, oggi sarebbe un divario di -12…)</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/juve-milan-e-la-fortuna">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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