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			<title>Johan Cruijff, l&#8217;incarnazione del calcio totale &#8211; Pallone d&#8217;Oro 1971/73/74</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 14:27:41 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/02/Johan_Cruijff-1024x576-696x385.jpg" /> <br /> <h2 style="text-align: justify;">La storia calcistica del numero 14, Johan Cruijff “Il Profeta del gol” come lo definì Sandro Ciotti, nasce tra le strade di Amsterdam</h2>
<p style="text-align: justify;">Se nella storia del calcio vi è un giocatore che possa rappresentare adeguatamente lo spirito rivoluzionario, questi è indubbiamente <strong>Johan Cruijff</strong>, il motivo è presto detto: quando sulla <strong>fine degli anni 60 nasce in Olanda una nuova concezione del gioco</strong>, il cosiddetto <em>calcio totale</em>, il miglior interprete di questa innovazione è lui, bandiera dell&#8217;Ajax, numero 14 tanto per dichiarare anche simbolicamente che la divisione dei ruoli tipica della tradizione è finita. La nuova teoria pretende movimenti incessanti, giocatori capaci di uscire dagli spartiti abituali, grande condizione fisica e adeguamento anche da parte dei giocatori più talentuosi al lavoro collettivo, alle ragioni di squadra.<strong> Johan Cruijff è l&#8217;uomo adatto per propugnare una tale novità</strong> visto che sa fare tutto, dotato, come sostiene la critica con un&#8217;efficace immagine, degli occhi dietro la testa che gli consentono di vedere sempre la soluzione migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Johan Cruijff è un attaccante ma dai compiti multiformi</strong> che svaria, rientra, difende, imposta, assiste i compagni e sa concludere. Tutto questo lo sa fare già a 18 anni, frutto maturato anzitempo di quella straordinaria scuola calcistica rappresentata dall&#8217;<strong>Ajax</strong>. Ben <strong>tre sono i Palloni d&#8217;Oro conquistati in carriera</strong> da Johan Cruijff, impresa mai riuscita prima di lui ad alcuno dei suoi colleghi, gli anni che lo vedono ai vertici del calcio europeo sono il <strong>1971</strong>, il <strong>1973</strong> e il <strong>1974</strong>, coincidono con affermazioni importanti del suo club, l&#8217;<strong>Ajax</strong>, che dal 1971 compone una striscia di tre successi consecutivi in Coppa dei Campioni. E&#8217; soprattutto nella <strong>finale del 1972</strong> che Cruijff  mette in luce tutto il suo potenziale quando a Rotterdam stordisce l&#8217;Inter e in particolare il suo diretto controllore Gabriele <strong>Oriali</strong>, firmando la doppietta che vale il trionfo.</p>
<p style="text-align: justify;">La consacrazione definitiva di Cruijff e più in generale di tutta la scuola olandese, avviene ai <strong>Mondiali tedeschi del 1974</strong>. Il gioco espresso dalla nazionale, soprannominata <em>Arancia meccanica</em>, è spietato quanto la banda  dell&#8217;omonimo film di Stanley Kubrick. Johan Cruijff contribuisce con i suoi goal ad evidenziare con chiarezza l&#8217;abissale differenza tra il calcio della nuova epoca e quello compassato dei sudamericani. <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="1974, Olanda-Argentina: l’Arancia Meccanica fa 4-0" href="https://www.sportreview.it/calcio/1974-olanda-argentina-larancia-meccanica-fa-4-0" target="_blank">Argentina </a></strong></span>e Brasile fanno la parte delle vittime senza scampo ma non basta per vincere il Mondiale, nonostante un rigore conquistato in finale da Johan dopo appena 40 secondi. L&#8217;Arancia meccanica è costretta alla resa dai più pragmatici tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1974 Johan Cruijff si trasferisce al Barcellona</strong>, è un trasferimento che fa sensazione. La chiusura dell&#8217;esperienza con l&#8217;Ajax sa anche di fine di un&#8217;epoca, infatti da questo momento in poi le apparizioni in nazionale si fanno sempre più rare e polemiche soprattutto per una questione di soldi. In catalogna l&#8217;olandese vince un campionato, il primo che disputa, poi pur restandovi altre quattro stagioni non riesce più a mantenere i livelli che lo hanno reso celebre. <strong>A fine carriera Johan Cruijff prenderà la via degli Stati Uniti</strong>, il nuovo Eldorado dove monetizzare ancora la sua fama, per poi chiudere definitivamente nel suo paese prima con l&#8217;Ajax e poi con i nemici storici del <strong>Feyenoord</strong>. Ma uno come lui lontano dal campo non sa proprio starci. Eccolo perciò aprire una nuova fase della sua vita da allenatore e anche questa,  soprattutto nel Barcellona, è stata un&#8217;esperienza vissuta alla Cruijff, ovvero ricca di soddisfazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Lunghissimo il suo carnet di successi  impreziosito da: tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa europea, una Coppa delle coppe, ben dieci titoli nazionali e sette coppe nazionali, sei conquistati in Olanda e una in Spagna.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/johan-cruijff-incarnazione-calcio-totale">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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