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			<title>Fiorentina-Dinamo Kiev 2-0 &#124; Viola in semifinale dopo 7 anni</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 09:30:05 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/04/Fiorentina-Dinamo-Kiev-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Successo netto contro la Dinamo Kiev: la Fiorentina è in semifinale di Europa League</h2>
<p>Il bello delle gare a eliminazione diretta, a maggior ragione se sono giocate in tempi molto ravvicinati, nel giro di una settimana, è che la lezione appresa nella sfida d’andata non viene assolutamente dimenticata e ripassata a dovere, genera importanti conseguenze. Ne è prova <strong>l’ottima condotta di gara della Fiorentina</strong>, che a Kiev aveva perfettamente capito come quell’1-1, peraltro raggiunto solo in extremis, fosse un risultato assolutamente bugiardo. Non solo per le tante, troppe occasioni gettate al vento, con il paradosso di avere trasformato quella più difficile con <strong>Babacar</strong>. La differenza sostanziale era tecnica – il centrocampo viola costruisce almeno quattro volte il volume del gioco degli ucraini – e anche di condizione fisica: ogni scatto dei giocatori di <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Montella, l’unica cosa italiana di questa Europa League" href="https://www.sportreview.it/il-punto-di-vista/montella-italiana-europa-league" target="_blank">Montella </a></strong></span>ha una velocità non contenibile dai lenti e impacciati avversari.</p>
<p><strong>Il primo tempo del Franchi è stato un monumento allo spreco.</strong> Sette occasioni limpide hanno prodotto una sola rete, peraltro rocambolesca, con Gomez che aggancia male l’ennesimo invito di uno Joaquin scatenato e la palla che prende in controtempo un Shovkovskiy ormai lanciato verso l’altro angolo. Il resto è un festival di opportunità con un dato rilevante, che descrive una gara a senso unico e che vede inoltre la partecipazione di tutti al tiro: Alonso colpisce la traversa. Tomovic si presenta solo in area e non trova il secondo palo. Gonzalo Rodriguez viene anticipato da un maldestro colpo di testa di Gomez. Occhio ai troppi elogi per l’1-0: sulla bilancia pesano di più gli errori e soprattutto la loro grossolanità. Sul piano dell’impegno invece, è perfettamente teutonico: un esempio di generosità.</p>
<p>Certo, <strong>l’espulsione di Lens ha inciso e prendere un secondo giallo per simulazione è quantomeno ingenuo</strong>, anche se forse la sanzione è eccessiva. Ma il vero fotogramma che spiega perfettamente l’inferiorità della Dinamo Kiev è il primo cartellino rimediato: al tredicesimo minuto, Lens va a scalciare Mati Fernandez. Splendida partita la sua per intensità, continuità d’azione e capacità di farsi trovare sempre libero tra le linee. Pizarro è il metronomo, ma Mati non è da meno per incidenza sulla manovra. E quel fallo “inutile”, anche per la zona di campo nella quale viene commesso, è indicativo del fatto che la frustrazione della Dinamo era già elevatissima, nonostante fossero trascorse poche fasi di gioco, già però abbondantemente indicative della differenza di valori.</p>
<p><strong>Un solo dubbio, nella prestazione viola</strong>. Ogni tanto, la difesa nelle fasi conclusive dell’incontro ha presunto troppo dal suo interventismo. Yarmolenko ha solo fatto il solletico, anche perché isolato rispetto a compagni che non hanno la stessa personalità. Ma per gli appuntamenti successivi, tanto in coppa che in campionato, sono imperfezioni che vanno aggiustate per non pagare prezzi che a questo punto sarebbero troppo cari.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/fiorentina-dinamo-kiev-2-0">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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