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			<title>Il blocco Juve è lo stesso (numericamente). Il Milan pure. Le novità stanno altrove</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 10:32:59 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2014/06/Cesare-Prandelli-696x385.jpg" /> <br /> <h2 style="text-align: justify;"><b>In Sudafrica erano 6 gli juventini, in grande maggioranza. Prandelli non cambia e utilizza la stessa quota di Lippi. Il destino sarà diverso? </b></h2>
<p style="text-align: justify;">La lista definitiva dei convocati stilata da Cesare Prandelli presenta un’inquietante somiglianza con quella proposta da Marcello Lippi 4 anni fa. Juventini e milanisti sono in egual numero, anche se è praticamente cambiato tutto. Del <strong>blocco juve </strong>Buffon, Chiellini e Marchisio si ripropongono, stavolta da<span style="color: #3366ff;"> <a title="Blocco Juve campione d'Italia 2014" href="http://www.juventus.com/juve/it/welcome" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">c<span style="color: #3366ff;">ampioni d’Italia</span></span></a></span> per la terza volta consecutiva e non reduci da un malinconico settimo posto. Interessante è che due degli altri componenti la colonia bianconera fossero già presenti in Sudafrica ma come rappresentanti di altri club: Pirlo per il Milan (la vera spiegazione, oltre a Conte, dei mutati rapporti di forza in campionato); Bonucci per il Bari. Il sesto è Barzagli, un campione del mondo 2006, una sicurezza indiscutibile al netto dei suoi problemi tendinei. Anche i milanisti sono 3 come nell’edizione precedente: Gattuso-Zambrotta-Pirlo hanno lasciato il posto a De Sciglio-Abate-Balotelli. Sul piano dell’affidabilità pura certamente Lippi si poteva considerare più fortunato in questo caso, ma Prandelli può sempre sperare nel fattore Balo, che può essere tutto o niente (anche all’interno di una singola partita).</p>
<p style="text-align: justify;">Le vere novità sono la promozione degli italiani all’estero e la constatazione che è nella zona Europa League che vanno cercati spunti interessanti. Prandelli fa un ampio ricorso ai “francesi” del Psg. Sirigu, <span style="color: #3366ff;"><a title="Prandelli a centrocampo non deve temere nessuno" href="https://www.sportreview.it/il-punto-di-vista/prandelli-non-temere-nessuno" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Verratti</span></a></span> e Thiago Motta non sono solo il segno che ormai uno dei doverosi compiti del Ct sta nel direzionare il proprio sguardo  oltre i confini della patria. Il Psg sa vincere e permette di fare esperienza, una vera garanzia. Quanto a Parma e Torino, con il loro trio di  azzurri (Paletta-Parolo-Cassano; Darmian-Cerci-Immobile) suggerisce che qualcosa sta cambiando – in meglio – nelle parti meno elevate della classifica. I 6 non eccellono certamente per frequentazione internazionale, a eccezione del più discolo e talentuoso di tutti, che non a caso indossa il numero 10. Non ci sarebbe da stupirsi, però, se proprio da loro arrivasse qualche lieta sorpresa.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/blocco-juve-numericamente-milan-pure-novita-stanno-altrove">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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