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			<title>Alfredo Di Stefano, la Saeta Rubia – Pallone D’oro 1957 &#8211; 1959</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 11:53:45 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2014/01/distefano-696x385.jpg" /> <br /> <h2 style="text-align: justify;">E&#8217; passato alla storia come la <strong>Saeta Rubia</strong> (la freccia bionda). <strong>Alfredo Di Stefano</strong> è stata una delle <strong>leggende del calcio</strong> mondiale</h2>
<p style="text-align: justify;">Ancora oggi, a oltre 50 anni di distanza dalle sue prodezze, è vivace il dibattito circa la sua grandezza. Probabilmente, se solo fosse riuscito a disputare una fase finale del campionato del Mondo, il nome del <strong>fuoriclasse</strong> argentino avrebbe avuto maggiore legittimità e forza nel dibattito su chi sia stato il giocatore simbolo del &#8216;900, inserendosi fra <strong>Pelè</strong> e <strong>Maradona. </strong>Nato a Buenos Aires nel 1926 <strong>Alfredo Distefano</strong>, nell&#8217;immediato dopoguerra, si segnala come uno degli elementi più rappresentativi del <strong>River Plate</strong>, leggendaria squadra della capitale soprannominata <strong><i>La</i></strong> <em><strong>Máquina</strong> </em>per la perfezione del suo gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un&#8217;esperienza nel <strong>Millionarios di Bogotà</strong>, in Colombia, la <em>Saeta Rubia</em> trova in <strong>Europa</strong> estimatori profondi: è il <span style="color: #3366ff;"><a title="Alfredo Di Stefano leggenda del Real Madrid" href="http://www.realmadrid.com" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #3366ff;"><strong>Real Madrid</strong></span></a></span> ad aggiudicarsi le sue prestazioni. Nel sodalizio con les <strong>Merengues, </strong>durato undici anni prima della stagione del ritiro con l&#8217;<strong>Espanyol,</strong> ci guadagnano entrambi, lui e il club, costruendo una leggendaria saga di ben <strong>5 vittorie consecutive</strong> in <strong>Coppa dei Campioni.</strong> In tutte le finali <strong>Alfredo Di Stefano</strong> offre il suo contributo di <strong>gol</strong>: inizia nel 1956 firmandone uno ai danni dei francesi dello <strong>Stade de Reims</strong>. L&#8217;anno successivo l&#8217;argentino va in gol su rigore davanti al pubblico amico, vittima è la <strong>Fiorentina</strong>. Il <strong>Pallone d&#8217;Oro</strong> del 1957 (davanti all&#8217;inglese <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Billy Wright: un giocatore monumento dietro Alfredo Di Stefano " href="https://www.sportreview.it/calcio/1957-billy-wright" target="_blank" rel="noopener">Billy Wright</a></strong></span>) premia una stagione fantastica ma non è punto di arrivo, semmai è solo il passaggio verso nuovi traguardi: nel 1958 <strong>Alfredo Di Stefano</strong> conferma in Coppa dei Campioni le sue note caratteristiche a suon di gol. Non di rado, unico giocatore al mondo a comportarsi così, le sue prodezze nascono nella propria area. Il madridista è infatti un giocatore capace di andare a difendere e poi, con un repentino cambio di fronte, finire per concludere a rete nella parte opposta del campo. <a href='https://jamboreelandtrust.com/69172846/'>موقع رهانات</a>  Anche la finale del 1958 lo vede andare in gol: questa volta è il <strong>Milan </strong>a conscerne il valore. Va notato come in questa edizione della più importante manifestazione europea per club, <strong>Alfredo Di Stefano</strong> si laurei <strong>capocannoniere </strong>con 10 reti tra le quali memorabili sono la <strong>quaterna</strong> rifilata al <strong>Siviglia </strong>e la <strong>tripletta </strong>nella<strong> semifinale </strong>contro il <strong>Vasas di Budapest.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1959 l&#8217;argentino si guadagna il secondo Pallone d&#8217;Oro in carriera, superando il francese <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Raymond Kopà, il Napoleone del calcio" href="https://www.sportreview.it/video/raymond-kopa-il-napoleone-del-calcio" target="_blank" rel="noopener">Raymond Kopà</a></strong></span>, e contribuisce con l&#8217;ennesimo gol in finale alla conquista della quarta Coppa dei Campioni. Il 2-0 sullo Stade de Reims è quasi una formalità salutata in patria con i festeggiamenti dovuti a uno squadrone ormai leggendario. <a href='https://skiphireexperts.co.uk/55vnqmzx/'>اربح مال من الانترنت</a> </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo trionfo nella Coppa dei Campioni che chiude il ciclo madridista in un monologo senza interruzioni si ha nel 1960. <a href='https://institutotolosa.edu.mx/83757292/'>موقع وليام هيل للمراهنات</a>  Alla finale il Real Madrid si presenta forte del successo sui rivali del Barcellona al quale ha contribuito il solito, puntuale, <strong>Alfredo Di Stefano</strong> con una <strong>doppietta </strong>nel match casalingo. L&#8217;incontro per l&#8217;assegnazione del trofeo avviene a <strong>Glasgow</strong> in una cornice di pubblico adatta alla solennità dell&#8217;evento: nessun problema per il Real Madrid che batte i tedeschi dell&#8217; <strong>Eintracht di Francoforte</strong> con il punteggio di <span style="color: #000000;">7-3</span>. Fra i giocatori in maglia bianca spicca una sorta di gara interna a chi realizza più gol e la vince <strong>Puskas </strong>su <strong>Di Stefano</strong> per una sola lunghezza: 4-3&#8230;..ma non finisce qui perchè la leggenda delle Merengues ha ancora bisogno di una piccola ma significativa operazione per potersi dire perfetta: la <strong>Coppa Intercontinentale</strong>, vinta in quel 1960 con un secco 5-1 sul <b>Peñarol</b> con <strong>Alfredo Di Stefano</strong> nella parte che più gli è piaciuto interpretare nel corso della carriera, quella del <strong>leader!</strong></p>
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