Billy Wright, secondo al Pallone d’oro nel 1957

Può essere un dettaglio arrivare secondi nella classifica del Pallone d’Oro in una carriera infinita come quella di Billy Wright, giocatore del Wolverhampton dal 1939 al 1959, per un totale di 541 presenze che giustificano ampiamente la presenza della sua statua all’ingresso del Molineux Stadium, affinché i vecchi lo possano ricordare e i giovani imparino a conoscerlo. E in quel monumento è lui a portare in mano la sfera dei sogni, con il passo di chi entra in campo con fierezza e grinta. Un atteggiamento coerente avuto in vita, senza incorrere mai né in un’ammonizione e neanche in un’espulsione: eppure giocò anche da centromediano, si trovò ad avere a che fare con gli attaccanti impetuosi.

Rispetto ai 72 voti raccolti dalla giuria di France Football dal mito Alfredo Di Stefano, i suoi 19 consensi possono parere poca cosa. Ma quella piazza d’onore fu comunque il segno di un ottimo rendimento, oltre che della fedeltà alla causa, visto che nel 1957-58 avrebbe vinto il secondo dei suoi tre campionati con i Wolves.  Il più grande omaggio italiano gliel’ha dato Sandro Salvadore, libero della Juventus, ispiratore di Gaetano Scirea. Venne soprannominato capitan Billy e ne andò orgoglioso: “Potenza del nome, suonava bene. E poi apparteneva ad un gran regista difensivo, un pilastro dell’Inghilterra dei maestri”.

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