I clamorosi errori sotto porta di Marco Pacione nei quarti di finale di Coppa Campioni nel 1986

Deve essere brutto passare tra i giardinetti di una città come Torino e vedendo dei ragazzini giocare al pallone, magari con la maglia della squadra in cui tu stai giocando come professionista, davanti ad un madornale errore di uno di loro gli altri lo prendono in giro dicendogli che sei peggio di… e fanno il tuo nome. Forse è quello che è successo qualche volta a Marco Pacione, attaccante (riserva) della Juventus della stagione 1985/86, dopo la sera probabilmente più brutta della sua vita, che avrebbe potuto diventare la sua più bella, almeno calcisticamente parlando.

È il 19 marzo del 1986. La Juventus giunta ai quarti di finale della Coppa Campioni affronta il Barcellona. I blaugrana hanno vinto all’andata per una rete a zero, al ritorno le possibilità di rimonta sono concrete. Alla vigilia della gara deve però dare forfait l’attaccante titolare di quella Juventus Aldo Serena, e Trapattoni schiera così la riserva Marco Pacione, cresciuto nelle fila dell’Atalanta giovane dalle grandi promesse. Sullo zero a zero, nella prima parte della gara, la Juventus gioca un ottimo calcio mettendo alle corde gli avversari e tutto lascia presagire che da un momento all’altro possa arrivare il gol che rimetterebbe in parità la sfida. Ma purtoppo le due occasioni più ghiotte capitano sui piedi dello sventurato Marco Pacione, il quale si aggira in campo con l’aria di un poveraccio catapultato lì da chissà quale mondo. Nel primo caso Laudrup gli passa, davanti alla porta vuota, un pallone che basterebbe toccare con i lacci delle scarpe per tradurre in gol, nel secondo Massimo Mauro centra dalla destra un cross basso. Pacione parte bene, attacca il primo palo e sembra poter anticipare tutti. Ma la palla scivola via tristemente in fallo di fondo, sotto lo sguardo di un incredulo Platini. Brio e Tacconi fanno il resto permettendo ad Archibald il gol del vantaggio. Platini riesce con classe a pareggiare, ma è ormai troppo tardi. La tassa Marco Pacione obbliga i bianconeri a uscire dalla Coppa. Da quel giorno sbagliare a porta vuota avrà un modo nuovo di essere detto, “alla Pacione” appunto.

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