Volete affrontare un’impresa ardua? Ecco: provate a trovare uno spunto positivo, appassionante, interessante o spettacolare di Svizzera-Ecuador. Auguri.

O forse neppure potete provare il gusto della sfida: vi siete fermati dopo un’ora, arresi di fronte al parziale di Svizzera-Ecuador 1-1, maturato da due calci fermi e relative inzuccate senza che alcun difensore opponesse marcature. O forse ancora potrebbe venire alla mente uno sprazzo uno, quello dell’ala Jefferson Montero, giocatore velocista di estrema pericolosità (chiedere informazioni a Lichtsteiner). Poi avete spento, magari.

E cosa vi siete persi? La beffa delle beffe, ovvero il ribaltone elvetico sul più bello per l’Ecuador: i sudamericani attaccano ancora, soprattutto grazie alle folate di Antonio Valencia sulla destra, e riescono a liberare un uomo all’altezza del dischetto. Il quale, questo uomo, decide di non calciare bensì di dribblarne uno. Così, per rendere più spettacolare il tutto. La vittima dovrebbe essere Behrami, apparso piuttosto fuori forma, ma che nel dna ha ancora il senso del tackle.

E infatti così terminò: contrasto vincente del centrocampista quasi ex Napoli, palla veloce a sinistra per Rodriguez del Wolfsburg, cross teso e insaccata del reietto di Firenze Seferovic (subentrato all’emergente ma balbettante Drmic). 2-1. Ennesimo gol in questo mondiale nel tempo di recupero. Prima sudamericana a lasciarci le penne. Consolazione? La Svizzera, che non andrà lontano, sconfisse la Spagna nella prima uscita del mondiale sudafricano…

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