C’è anche Nigel De Jong nella clamorosa vittoria dell’Olanda contro la Spagna, non tanto perché gli orange di Van Gaal abbiano vinto, ma per come lo hanno fatto.

Cioè in rimonta, con 5 reti all’attivo che potevano essere 8, con una furia mai vista in precedenza in un calcio storicamente ricamato come quello dei Tulipani. E di questa furia il rappresentante massimo è stato appunto De Jong, giocatore simile ma ancora superiore a quello visto 4 anni fa in Sudafrica e assolutamente opposto a quello visto per lunghi tratti con la maglia del Milan (al netto di un brutto infortunio).

Insomma, Olanda-Spagna a conti fatti è stato un massacro, con tanto di burla in un finale ancora a senso unico, nel quale De Jong continua ad assillare chiunque porti palla, ancora una volta tenendo spalle alla porta e faccia al muro quel grande giocatore che si chiama Iniesta. Per 60 minuti a uomo, poi De Jong contro tutti, soprattutto in mezzo al campo, zona nevralgica per anestetizzare la Spagna e non subire pericolosi giramenti di testa.

E allora la domanda è: ma perché Allegri gli chiedeva di giocare in una mattonella di campo? Perché anche Seedorf gli chiedeva pura opera di smistamento manco fosse Andrea Pirlo? Sono i nonsense inevitabili del calcio italiano, o ancora una volta è soltanto la differenza tra chi è maestro di calcio (Van Gaal) e chi applicatore di idee poco organiche che tendono a pensare il calcio come pura occupazione di campo. De Jong è un cagnaccio vero, ora possiamo dirlo, e può anche giocare in maniera meno fallosa (e quindi meno italiano) rispetto a quanto noi tutti crediamo. Ora sta a Inzaghi capirlo. Con questo Olanda-Spagna che lascerà anche il segno sul mercato italiano: Janmaat e Blind sono esterni che sanno fare le due fasi, che hanno piede e che hanno temperamento. Auguri a Juventus, Napoli, Inter e Fiorentina che se li contendono.

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