In Italia comanda, a livello di classifica, il 3-5-2 della Juventus. E per un paio di stagioni almeno ha dettato discreta legge lo stesso impianto tattico (con sviluppo di gioco decisamente differente) con i colori azzurri del Napoli, tecnico Walter Mazzarri.

Curioso che sia lui che Conte pare stiano meditando di presentare per Juve e Inter nuovamente la difesa a quattro, abbandonando di fatto quella che comunque è stata una chiara traccia per il successo, almeno dentro i nostri confini nazionali.

Cosa ci sta dicendo a tal proposito il Brasile? Che i moduli base ormai divenuti tradizionali, di semplice decodifica anche per gli interpreti sul campo, stanno pian piano retrocedendo. La “crisi” non è solo quella del 4-4-2, ma più in generale anche del 4-3-3 integrale, nonché appunto del 3-5-2 così come della sua variante teoricamente più spregiudicata del 3-4-3. Con il sistema di cui sopra, ovvero tre difensori centrali di cui uno in mezzo a comandare e tamponare, al Mondiale giocano soltanto Argentina e Messico. L’albiceleste non si ancora per quanto (d’altronde potrebbe tranquillamente rinunciare a uno tra Campagnaro e Fernandes, con Garay intoccabile assoluto), il Messico certamente fino a quando sarà della partita.

Diverso il discorso, abusato dai media, sull’Olanda di Van Gaal che è finita sulla bocca di tutti soprattutto grazie al 5-1 rifilato agli ex campioni del mondo della Spagna. I tulipani giocano infatti un 3-4-1-2 fortemente imperniato sul fronte offensivo, a costo di raggiungere la prima linea alzando palloni su palloni. Fin qui è andata bene, per carità, nessuna critica da muovere. Ma Sneijder con questo sistema diventa giocatore nevralgico (vedi tutte le difficoltà avute per un’ora contro l’Australia).

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