1970: Azzurri e Celeste si affrontano nel girone. E finisce 0-0

Dimenticate per un attimo il meraviglioso gol di Schillaci che aprì gli ottavi di finale dell’Italia contro l’Uruguay o il raddoppio di Serena. Era Italia ’90, tutta un’altra storia rispetto ad oggi. Più vicino al presente brasiliano, c’è la prima sfida tra due Nazionali in quel momento con due titoli mondiali a testa (ma a godere sarà poi il Brasile, che si prenderà la Coppa Rimet). Risaliamo al 1970 e alla seconda gara del girone che poi vide qualificare entrambi, operazione oggi matematicamente impossibile. “Oggi Italia-Uruguay, prepariamoci a soffrire!”, era il titolo di Tuttosport del 6 giugno. 24 ore dopo, il punticino preso – che adesso ci aprirebbe le porte agli ottavi – veniva valutato così dal quotidiano torinese:  “Italia: uno 0-0 da non snobbare”. Giglio Panza, storico direttore, definì così la prestazione della squadra di Ferruccio Valcareggi, un inno al realismo: “Contratta in difesa, con le due punte sovente isolate se non addirittura chiamate a turno a dare una mano indietro, la Nazionale si è comportata come una squadra di club che mira allo scudetto e che in un periodo delicato vuole almeno conquistare un punto. La Nazionale è l’espressione del campionato e del nostro calcio, alle squadre di club si perdona tutto ma ad essa poco o nulla. Il punto ottenuto con l’Uruguay può significare la vittoria del gruppo o comunque il passaggio ai quarti, cosa che aspettiamo da trent’anni”. Tra i giornalisti presenti in Messico, Gianni Brera racconta che un collega belga gli ha dato questa definizione di cosa siamo: “L’Italia non è una squadra, è una cassa di risparmio”. Ma la testimonianza più bella è presente su La Nazione, dove Enzo Tortora si rifiuta di segnalare quello che oggi potrebbe essere l’uomo Sky: “Il premio del coraggio mi rifiuto questa volta di assegnarlo. Dovrei assegnarlo al telespettatore che ha sfidato a noia di una delle più traballanti, oscure e deprimenti partite della Nazionale italiana”. E chi ha visto quella partita, sa che aveva totalmente ragione.

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