Una partita scialba che ha visto due squadre annullarsi sul piano tattico, senza che vi sia stato un solo acuto tecnico. Ma il mondiale non è, per ora, come Iran Nigeria

Se c’è solo la tattica e poca tecnica, le partite diventano ovviamente noiose. Ne è un esempio Iran Nigeria. Pochi tiri in porta, nessuna emozione, poche palle giocate in zona area avversaria: insomma uno 0 a 0 inevitabile. In questi casi si pensa subito alle partite del passato, quando erano impegnate squadre materasso e con una storia di nessun rilievo all’interno della competizione. Spesso nascevano partite pirotecniche perché le lacune tecniche venivano compensate (per quel che riguarda lo spettacolo) da altrettante lacune tattiche, che portavo le squadre a “offrire” diverse palle gol agli avversari e spesso ad affacciarsi nella metacampo avversaria con l’incoscienza di chi “non sa stare” bene in campo. L’Iran della partita contro la Nigeria, ad un’inconsistente dimensione tecnica, ha unito un’organizzazione tattica piuttosto efficace. Sempre pronti al raddoppio, con le linee di centrocampo e difesa molto ravvicinate ha giocato in fase di non possesso con grande intelligenza e ordine. Anche la Nigeria dal canto suo ha un po’ perso quella dimensione fisica e tecnica che aveva contraddistinto le sue prime apparizioni al mondiale (vi ricordate la vittoria contro la Spagna a Usa ’94?) mantenendo un certo ordine anche nei momenti di pressione, senza prendere d’assalto la difesa iraniana. In un mondiale in cui le stelle stanno iniziando a brillare (Neymar, Messi, Benzema, Robben, Van Persie) partite come quella fra Iran Nigeria danno un’idea di incompiutezza: se l’organizzazione di gioco non è supportata dalla qualità tecnica difficilmente si vince. Sicuramente chi guarda non si diverte…

 

 

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