Questa Spagna non poteva che fare questa fine. Eliminata al primo turno prima ancora di giocare l’ultima partita.

Arriva infatti anche la sconfitta contro il Cile, dopo la debacle contro l’Olanda di Robben e Van Persie che poteva anche passare per una serata storta. E anche il Cile ha strameritata: 2-0. Eccola, la Spagna eliminata, e non poteva essere altrimenti:

– Casillas tra i pali. Guardando la parabola degli ultimi due anni già con la maglia del Real Madrid, già molto è detto. Divenuto barzelletta degli stessi media spagnoli, finale di Champions (vinta) inclusa.
– Azpilicueta basso a destra. Uno che con il Chelsea c’entra poco. E con il concetto di campione del mondo ancora meno. Fatti, non sentenze. Farebbe probabilmente panchina a De Silvestri nella Sampdoria.
– Javi Martinez. Metodista inventato difensore. Più lento di una tartaruga (per caratteristiche) contro i noti velocisti del Cile.
– Sergio Ramos. Le ha indovinate tutte quest’anno, non poteva fare Bingo. Ma perché sul centrosinistra dietro. Booooh.
– Jordi Alba. Uno dei pochi della prossima generazione. Se non ha gamba per spingere neppure lui, allora la spiegazione del crollo generale è abbastanza chiara.
– Xabi Alonso. Più lento di Martinez.
– Busquets. Più lento di Xabi Alonso.
– Iniesta. Ha i capelli bianchi.
– Pedro. Sono finiti da tempo i tempi in cui tutto ciò che toccava diventava oro. Ce se lo poteva aspettare.
– David Silva. Non è Messi. E la Spagna con Xavi in panchina non è il Barcellona.
– Diego Costa. Spagnolo per forza. Non ce n’era bisogno, scherzi del destino.
CONDIVIDI