Una partita che va al di là degli episodi

 

1) Han vinto solo su palla inattiva. E’ la battuta che tutti – ma proprio tutti gli allenatori – utilizzano per sminuire le proprie responsabilità. Si spera che dopo questo Brasile-Colombia (o anche Francia-Germania e pure la finale di Champions) si inizi tutti un’opera di aggiornamento culturale (o quanto meno delle scuse che si hanno a disposizione) e si consideri corner, punizioni dirette o indirette e autori di chi le ha causate come fattori decisivi e non situazioni sminuenti le grandi architetture tattiche messe in piedi e poi puntualmente saltate solo per una palla inattiva.

2) La mancanza di ordine. La reazione della Colombia c’è sempre stata, tanto dopo il gol di Thiago Silva (vedi il tiro di Cuadrado dal limite dell’area), che successivamente al 2-0 di David Luiz (che avrebbe ammazzato chiunque ma non i cafeteros). Però, se il cuore ha risposto, non altrettanto la testa. Troppo disordine negli attacchi e soprattutto quando si è perso palla. E troppa approssimazione nel ripiegamento, il Brasile ha vinto sul piano del possesso, finalmente regalandosi un’impressione di superiorità. العاب كازينو اون لاين

3) Non è tempo per le sorprese. Non ci riferiamo al fatto che poi, dopo tante belle apparizioni, stanno tornando le gerarchie di sempre. ربح المال من الانترنت Concentriamoci sulle punizioni a sorpresa. O le si prepara, si entra in campo dicendosi che le si tenteranno, oppure si fanno solenni brutte figure. Ibarbo – alquanto addormentato in ogni situazione – si stava ancora lamentando con l’arbitro quando i suoi compagni gli hanno passato la palla. E vistosi fermato dai brasiliani, si è pure offeso.

4) Le lacrime di Neymar. Prima dell’inno, il 10 brasiliano si asciuga gli occhi. Come se piangere ormai fosse una necessità, un obbligo morale, la condizione per scendere in campo. لعبه القمار روليت La chiusura del cerchio è però drammatica: Neymar esce dal Mondiale per l’intervento vigliacco di Zuniga (definiamoli così certi falli alle spalle). E stavolta sono lacrime di dolore o forse anche la consapevolezza che mentre il Brasile va avanti, lui viene eliminato.

5) Perdere e vincere. Piange pure James Rodriguez a fine gara. E i brasiliani vanno a consolarlo, riconoscendogli così il certificato di stella della competizione. Magari vincerà anche la classifica cannonieri, visto che a 6 gol non si è così facilmente raggiungibili, nonostante ormai si sia costretti a fare da spettatori. Quel che è certo è che tra assist, movimenti, falli presi e carattere di ferro, il 10 colombiano ha messo in mostra tutto un repertorio che lo rendono un campione da seguire. O da comprare, per chi avesse soldi da investire. E’ molto probabile che il rendimento azionario di James sia molto alto

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